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TAR Puglia BA, Sezione I, 5 gennaio 2021 n. 28 Argomenti trattati Art. 97. (Offerte anormalmente basse) Art. 29. (Principi in materia di trasparenza)

Offerta anomala-modificabilità voci costo per sopravvenienze di fatto o normative comportanti riduzione dei costi o per originari errori di calcolo

 

TAR Puglia BA, Sezione I, 5 gennaio 2021 n. 28

 

Argomenti trattati:
Art. 97. (Offerte anormalmente basse)
Art. 29. (Principi in materia di trasparenza)
 

[A] Sulla verifica di anomalia dell’offerta. [B] Sul giudizio sulla congruità dell'offerta economica. [C] Sugli aspetti procedimentali e sul principio del contraddittorio nel giudizio di anomalia dell’offerta. [D] Se siano modificabili le singole voci di costo. [E] Sulla decorrenza del termine per l’impugnazione di atti di gara lesivi.

SENTENZA N. 28

1. La verifica di anomalia dell’offerta si atteggia di per sé come un autonomo sub-procedimento che non ha indole sanzionatoria né è volto alla ricerca di singoli errori, perché non ha ad oggetto soltanto particolari voci di costo, viceversa avendo carattere globale e sintetico ed essendo diretto a verificare l’attendibilità dell’offerta complessiva, sicché la presenza di singoli scostamenti non giustificati resta ininfluente, se non ne emerge l’incidenza rispetto all’offerta globalmente intesa.

 

2. Il giudizio sulla congruità dell’offerta economica, affidato dalla legge alla esclusiva responsabilità della Stazione Appaltante, non può essere svolto in via sostitutiva dal Giudice Amministrativo, neppure attraverso l'ausilio di una consulenza tecnica o di una verificazione, in quanto il giudice è chiamato, al contrario, a valutare la legittimità dell'azione amministrativa che ha reputato congrua l’offerta. Il potere amministrativo di scelta si può utilmente e razionalmente contestare solo sul piano delle modalità del suo esercizio, non nel merito delle sue scelte, essendo stato attribuito dalla legge alla Pubblica Amministrazione procedente proprio e precipuamente al fine di addivenire a tali scelte.

 

3. Il rispetto del principio del contraddittorio non può costituire per l’Amministrazione, nell’ambito di una procedura ad evidenza pubblica, un vincolo stringente così da imporre una perfetta contestualità tra chiarimenti richiesti ed elementi posti a fondamento del giudizio di anomalia di un’offerta essendo sufficiente a tal fine una corrispondenza sostanziale e di massima. Del resto, il principio in questione neppure esige un prolungamento ad libitum dell’interlocuzione con l’impresa, né può determinare un frazionamento e/o una parcellizzazione dei contenuti dell’attività di verifica, che deve invece avere ad oggetto l’affidabilità dell’offerta considerata nella sua globalità. Tali conclusioni sono specialmente valide ove si consideri che il contraddittorio procedimentale ha funzione meramente istruttoria - serve alla stazione appaltante ad acquisire ogni elemento utile alla miglior valutazione dei dati contenuti nell’offerta sui quale nutre dei dubbi - non a risolvere in via anticipata un contrasto tra differenti posizioni.

 

4. La giurisprudenza ritiene che le singole voci di costo possono essere modificate solo per sopravvenienze di fatto o normative che comportino una riduzione dei costi o per originari comprovati errori di calcolo o per altre plausibili e comprovate ragioni.

 

5. In merito al dovere di diligenza dell’operatore economico il quale intenda chiedere per tempo l’annullamento di atti di gara lesivi dei propri interessi, la giurisprudenza ritiene che per la individuazione della decorrenza del termine per l’impugnazione, rileva anche l’art. 29, comma 1, ultima parte, del D. Lgs. 50/2016, per il quale “i termini cui sono collegati gli effetti giuridici della pubblicazione decorrono dalla data di pubblicazione sul profilo del committente”. In definitiva, anche la pubblicazione sul profilo del committente è una “data oggettivamente riscontrabile” che fa capo ad un adempimento formale dell’Amministrazione, cui è possibile agganciare il decorso del termine di impugnativa.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso notificato in data 24.7.2020 e depositato in Segreteria in data 30.7.2020 la società N. Group s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, impugnava gli atti della procedura aperta di gara indetta dalla Centrale Unica di Committenza fra i Comuni di Rutigliano, Noicattaro e Mola di Bari per l'affidamento dei servizi cimiteriali del Comune di Rutigliano (CIG 8069854E2D).

Detta gara, con base d'asta di Euro 703.871,48, oltre IVA, e durata temporale di 5 anni, era da aggiudicarsi col criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo e determinata, ex art. 95, comma 2, del Codice dei contratti pubblici, attraverso l'applicazione del criterio qualità per 80 punti e del criterio prezzo per i restanti 20 punti.

Alla procedura in questione partecipavano due operatori economici: la ricorrente N. Group S.r.l. e la costituenda ATI Elettricisti San Giuseppe soc. coop.

In data 7.04.2020, all’esito delle procedure di gara, la più volte citata ricorrente risultava essere la migliore offerente con 87,679 punti - di cui 67,679 per l’offerta tecnica e 20,00 per l’offerta economica - mentre la ATI Elettricisti San Giuseppe soc. coop. si classificava seconda con 83,138 punti - di cui 80,00 per l’offerta tecnica e 3,138 per l’offerta economica.

Con nota prot. n. 5563 del 27.04.2020, il R.U.P. riscontrando l'anomalia dell'offerta della prima graduata procedeva all'attivazione del sub procedimento di verifica ai sensi dell'art. 97 del D.Lgs. n. 50 del 2016, chiedendo, pertanto, alla N. Group S.r.l. di presentare le giustificazioni relative al dettaglio delle voci di prezzo ed agli elementi di valutazione dell'offerta presentata in gara, allegando un fac-simile di precisazione specifico per l'offerta in esame, articolato in diciannove punti.

Con nota del 8.05.2020, la N. Group s.r.l. provvedeva a trasmettere le precisazioni richieste, a seguito delle quali, tuttavia, nella seduta riservata del 28.05.2020, il RUP e la Commissione di gara provvedevano all'esame dei giustificativi pervenuti statuendo che" dopo attenta valutazione degli atti di gara nel loro complesso ed in base all’esito della verifica delle giustificazioni presentate dalla Ditta N. Group srl, alla luce delle coordinate giurisprudenziali in materia di verifica delle offerte sospettate di essere anomale, ha indotto la Commissione a ritenere che l’offerta economica presentata dalla Ditta N. Group srl fosse, nel complesso, anomala".

Nella seduta riservata del 1.06.2020, pertanto, la Stazione Appaltante, previa esclusione della ricorrente per anomalia dell'offerta, decretava l'aggiudicazione provvisoria in favore della ATI Elettricisti San Giuseppe soc. coop. tramite provvedimento del R.U.P. n. 81 del 1.06.2020, registrato al protocollo con n. 1550 del 19.06.2020.

In data 1.07.2020 la ricorrente formulava istanza di accesso agli atti della procedura di gara, che veniva evasa tempestivamente con il provvedimento n. 8438 del 2.07.2020.

L'odierna ricorrente, ritenendo illegittima l'esclusione comminata dall'Amministrazione, impugnava gli atti indicati in epigrafe per i seguenti motivi di diritto:

“1. Violazione e falsa applicazione degli artt. 33 e 32 d.lgs. n. 50/16 e ss.mm.ii. – Violazione e falsa applicazione dell’art. 97 d.lgs. n. 50/16 e ss.mm.ii. – Violazione dell’art. 69 della direttiva n. 2014/24 – Violazione dei principi di diritto sanciti dalla giurisprudenza in materia di giustificazione delle offerte – Eccesso di potere per sviamento della funzione amministrativa – Violazione dell’art. 97 della Cost. – Violazione del principio di imparzialità della PA.”.

In tesi della ricorrente, il provvedimento di esclusione dalla gara dalla medesima subito sarebbe stato illegittimo poiché adottato conseguentemente all’erroneo riscontro dell'anomalia dell’offerta da parte della Commissione preposta.

Nello specifico, il giudizio di congruità dell'offerta avrebbe evidenziato un considerevole grado di illogicità e irrazionalità nelle valutazioni effettuate dalla Stazione Appaltante (che venivano ad ogni modo analiticamente contestate e ripercorse), ad esito delle quali sarebbe stato erroneamente riscontrato un considerevole scostamento dal quadro economico presentato in sede di giustificazioni, rispetto a quello dichiarato in sede di partecipazione alla gara.

“2. Violazione e falsa applicazione della lex specialis – Carenza assoluta di istruttoria – Violazione della par conditio (sic) tra i concorrenti – Abuso della funzione amministrativa.”.

Con un secondo motivo di gravame si evidenziava che l’aggiudicazione in favore della costituenda ATI Elettricisti San Giuseppe soc. coop. avrebbe dovuto considerarsi illegittima, dal momento che la concorrente aggiudicataria non sarebbe stata piena titolare dei requisiti di ammissione alla procedura di gara, sub specie di idoneità professionale, capacità economica e capacità tecnica.

La ricorrente chiedeva quindi l'annullamento dei provvedimenti impugnati, previo accoglimento di istanza cautelare, e, in via gradata, il subentro nel contratto di appalto, ovvero, nel caso in cui la Stazione Appaltante avesse, nelle more, stipulato il contratto, la dichiarazione di inefficacia dello stesso, con subentro nell'esecuzione del medesimo.

Con memoria di costituzione del 27.8.2020, si costituiva in giudizio la controinteressata ATI Elettricisti San Giuseppe soc. coop., argomentando al fine di evidenziare la legittimità dell’operato della stazione appaltante e concludendo anch'essa per il rigetto del ricorso e della istanza cautelare.

Con memoria di costituzione del 29.8.2020, si costituiva in giudizio il Comune di Rutigliano, chiedendo il rigetto del ricorso e dell’istanza cautelare e rappresentando l'intervenuta stipula del contratto per ragioni d'urgenza.

All’udienza in camera di consiglio del 2.09.2020, parte ricorrente rinunciava all’istanza cautelare.

Le parti successivamente ribadivano le rispettive tesi difensive, mediante il deposito di documenti, di memorie integrative e di replica.

All'udienza pubblica telematica del 2.12.2020, la causa veniva definitivamente trattenuta in decisione.

Tutto ciò premesso, il ricorso è infondato nel merito e, pertanto, non può essere accolto.

Con il primo articolato mezzo di impugnazione la società N. Group S.r.l. si duole di svariati profili di illogicità e irragionevolezza nella valutazione dell'anomalia dell'offerta per come operata dalla Stazione Appaltante.

In sintesi, deduce che le valutazioni dell’Amministrazione sarebbero di per sé erronee perché: a) “la mancata giustificazione in ordine all’indicazione del costo del personale messo a disposizione relativamente alla manodopera tecnica dei servizi richiesti per il servizio di lampada perpetua e dell’ottavaria” sarebbe destituita di fondamento, in quanto nella nota integrativa all’offerta presentata in sede di gara era già contenuto il riferimento alla gestione degli aspetti tecnici del servizio attraverso personale aziendale addetto a tali mansioni; b) “la presenza di molteplici voci di costo non dichiarate nell’offerta presentata in sede di gara” sarebbe destituita di fondamento dal momento che ciascuna di dette voci era comunque ricompresa nelle macrovoci indicate nel quadro economico; c) “la sottostima del costo per la messa in sicurezza degli alberi ad alto fusto” lascerebbe trasparire l’illegittimità dell’approccio della Commissione di gara e lo sviamento della funzione, laddove l’Amministrazione ha opposto di aver sostenuto negli anni una spesa maggiore per lo svolgimento della medesima attività; d) “la sottostima dei costi di manodopera in quanto calcolati su costi orari più bassi rispetto alle tabelle ministeriali” sarebbe illegittima, poiché risultato di un errore di calcolo, dovuto alla confusione tra la retribuzione oraria ed il costo medio orario, ad esito del quale sarebbe risultata una sottostima nel costo orario pari ad € 4,12.

Il motivo è complessivamente infondato.

Nella disamina del mezzo di impugnazione all'esame è necessario fissare alcune premesse di ordine generale sulle caratteristiche della verifica di anomalia dell'offerta nel quadro dell'aggiudicazione dei contratti pubblici e sulle garanzie procedimentali previste dalla legge in tale contesto.

Al riguardo si osserva che la verifica di anomalia dell'offerta si atteggia di per sé come un autonomo sub-procedimento che non ha indole sanzionatoria né è volto alla ricerca di singoli errori, perché non ha ad oggetto soltanto particolari voci di costo, viceversa avendo carattere globale e sintetico ed essendo diretto a verificare l'attendibilità dell'offerta complessiva, sicché la presenza di singoli scostamenti non giustificati resta ininfluente, se non ne emerge l'incidenza rispetto all'offerta globalmente intesa (cfr. ex pluribus Cons. Stato, sez. V, 23 gennaio 2018 n. 430; sez. V, 30 ottobre 2017 n. 4978; sez. VI, 21 novembre 2016 n. 4888; sez. IV, 22 giugno 2016 n. 2751; TAR Lazio, Latina, sez. I, 24 luglio 2018 n. 445; TAR Puglia, Bari, sez. III, 23 marzo 2018 n. 434; TAR Campania, Napoli, sez. V, 21 marzo 2018 n. 1763; TAR Basilicata, sez. I, 6 febbraio 2018 n. 107; TAR Piemonte, sez. I, 2 febbraio 2018 n. 152; TAR Marche, sez. I, 15 gennaio 2018 n. 42; TAR Lazio, Roma, sez. III, 3 gennaio 2018 n. 11; TAR Sicilia, Palermo, sez. III, 27 ottobre 2017 n. 2426; TAR Calabria, Reggio Calabria, sez. I, 24 marzo 2016 n. 323).

Si consideri, altresì, che la verifica di congruità dell'offerta costituisce espressione di un potere connotato da discrezionalità tecnica dell'Amministrazione ed è, pertanto, insindacabile in sede giurisdizionale, se non nelle ipotesi di manifesta e macroscopica erroneità od irragionevolezza, restando precluso al Giudice Amministrativo procedere ad una autonoma verifica della congruità dell'offerta sostituendosi alla Stazione Appaltante ovvero alla commissione tecnica all'uopo nominata (cfr. Cons. Stato, sez. V, 30 aprile 2020 n. 2761; sez. VI, 3 dicembre 2018 n. 6838; sez. V, 26 novembre 2018 n. 6689; TAR Lazio, Roma, sez. II, 3 luglio 2020 n. 7648; sez. II, 4 giugno 2020 n. 5962; sez. II, 13 maggio 2020 n. 5010), quest’ultima in astratto costituendo una inammissibile riedizione di una valutazione inerente al merito amministrativo.

Il Giudice Amministrativo può, quindi, soltanto verificare se il potere della Stazione Appaltante sia stato esercitato nel rispetto delle norme di legge ed in conformità a criteri di logicità, congruità e ragionevolezza (cfr. Cons. Stato, sez. III, 13 dicembre 2016 n. 5232; sez. V, 26 luglio 2016 n. 3359; TAR Lazio, Latina, sez. I, 24 luglio 2018 n. 445; TAR Liguria, sez. II, 10 ottobre 2017 n. 757; TAR Piemonte, sez. I, 13 giugno 2017 n. 729).

In altri termini, il giudizio sulla congruità dell'offerta economica, affidato dalla legge alla esclusiva responsabilità della Stazione Appaltante, non può essere svolto in via sostitutiva dal Giudice Amministrativo, neppure attraverso l'ausilio di una consulenza tecnica o di una verificazione, in quanto il giudice è chiamato, al contrario, a valutare la legittimità dell'azione amministrativa che ha reputato congrua l'offerta (cfr. TAR Milano sez. IV 22 giugno 2017, n.1396).

In generale, invero, il potere amministrativo di scelta si può utilmente e razionalmente contestare solo sul piano delle modalità del suo esercizio, non nel merito delle sue scelte, essendo stato attribuito dalla legge alla Pubblica Amministrazione procedente proprio e precipuamente al fine di addivenire a tali scelte.

Quanto agli aspetti procedimentali, poi, "il rispetto del principio del contraddittorio non può costituire per l'Amministrazione, nell'ambito di una procedura ad evidenza pubblica, un vincolo stringente così da imporle una perfetta contestualità tra chiarimenti richiesti ed elementi posti a fondamento del giudizio di anomalia di un'offerta essendo sufficiente a tal fine una corrispondenza sostanziale e di massima" (cfr. TAR Emilia-Romagna, Bologna, sez. II, 14 gennaio 2020 n. 18; TAR Lazio, Roma, sez. II, 3 luglio 2017 n. 7564; TAR Campania, Napoli, sez. I, 15 marzo 2017 n. 1500).

Del resto, il principio in questione neppure esige un prolungamento ad libitum dell'interlocuzione con l'impresa, né può determinare un frazionamento e/o una parcellizzazione dei contenuti dell'attività di verifica, che deve invece avere ad oggetto l'affidabilità dell'offerta considerata nella sua globalità (cfr. Cons. Stato, sez. V, 4 giugno 2020 n. 3508; TAR Emilia-Romagna, Bologna, sez. II, 14 gennaio 2020 n. 18; TAR Lazio, Roma, sez. II, 27 giugno 2019 n. 9992; sez. II, 3 luglio 2017 n. 7564).

Tali conclusioni sono specialmente valide ove si consideri che "il contraddittorio procedimentale ha funzione meramente istruttoria - serve alla stazione appaltante ad acquisire ogni elemento utile alla miglior valutazione dei dati contenuti nell'offerta sui quale nutre dei dubbi - non a risolvere in via anticipata un contrasto tra differenti posizioni" (cfr. da ultimo Cons. Stato, sez. V, 4 giugno 2020 n. 3508).

Fatte queste premesse di ordine generale, deve evidenziarsi in stretta aderenza al caso di specie che le specifiche censure formulate dalla N. Group S.r.l. non fanno emergere indici rivelatori di manifesta erroneità e illogicità del giudizio formulato dalla commissione di gara e recepito dalla Stazione Appaltante, risolvendosi in una serie di valutazioni opinabili, di ordine tecnico-economico, alternative a quelle rese dall'Amministrazione e, come tali, non sufficienti a determinare l'illegittimità dei relativi atti.

Sebbene la accertata assenza di vizi di illogicità e irragionevolezza nel giudizio sulla anomalia dell’offerta operato dalla Commissione di gara possa ritenersi assorbente rispetto ad ogni altra ulteriore questione, per completezza espositiva deve in ogni caso rilevarsi altresì l’infondatezza delle domande attoree, quanto meno nei loro punti salienti.

Nello specifico, si rileva che il metodo seguito dal Seggio di gara per la stima del costo della manodopera dell'appalto, ai fini del giudizio di anomalia dell'offerta, non appare manifestamente irragionevole o illogico.

Il metodo in parola, infatti, valorizza i contenuti del capitolato tecnico, recante l’obbligo di assunzione di n. 3 addetti ai servizi cimiteriali con un contratto di 2° livello, con anzianità di servizio dal 4.03.2017, con contratto CCNL pulizie / multiservizi, senza limitazioni di capacità lavorativa e con 30 ore settimanali cadauno.

Le retribuzioni, pertanto, nel rispetto delle tabelle di cui al decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 14 del 13 febbraio 2014 ed in applicazione del costo medio orario del lavoro per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia, disinfestazione e servizi integrati/multiservizi, sono state correttamente determinate in una cifra pari ad € 16,14 all’ora.

Dunque, se si calcola il costo della manodopera annua per le ore di servizio previste dal capitolato tecnico, si perviene agevolmente al costo complessivo di € 75.535,20 (30 ore settimanali x 52 settimane x 3 lavoratori x €.16,14 all’ora = € 75.535,20 all’anno).

L’offerta economica pervenuta dalla N. Group, tuttavia, indicava un costo totale annuo pari ad € 56.271,42 (30 ore settimanali x 52 settimane x 3 lavoratori x €.12,02 all’ora = €. 56.271,42 all’anno), indice indefettibile di come il costo orario a ristoro del lavoro degli addetti sia stato sottostimato per € 4,12 rispetto alle tabelle di cui al decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 14 del 13 febbraio 2014.

Tale circostanza è di per sé sufficiente a qualificare non irragionevole, né illogica la valutazione della Commissione di gara, ove si consideri che la stessa sia fondata anche su incontestabili operazioni di logica matematica, alla luce delle quali il discostamento, dunque, si rivela complessivamente attendibile ed è perciò idoneo a compromettere l'affidabilità dell'offerta.

Per scrupolo di completezza, pare opportuno affrontare brevemente gli ulteriori profili di contestazione che esauriscono il primo motivo di doglianza, riassumibili nella erronea sottostima di alcune voci di costo - tra cui la messa in sicurezza degli alberi ad alto fusto - e nella erronea qualificazione di alcune voci di costo, considerate non corrispondenti a quelle dichiarate nell’offerta in sede di gara o irritualmente inserite ex novo in sede di giustificazioni.

Il presupposto su cui si ritiene di dover muovere è stato già chiarito e si giustifica nella circostanza in base alla quale il giudizio di congruità dell'offerta economica è affidato dalla legge alla esclusiva responsabilità e discrezionalità della Stazione Appaltante, sicché è nel rispetto di questo principio, e fermo il divieto di insinuarsi nel merito amministrativo, che il sindacato giudiziale deve e può operare.

In altri termini, sui profili di discrezionalità tecnica, il Giudice Amministrativo è tenuto ad un "sindacato debole" caratterizzato dalla valutazione dei profili estrinseci concernenti la ragionevolezza e l'adeguatezza del giudizio (ex multis Consiglio di Stato, sez. VI, n. 2114/2015; Consiglio di Stato, sez. IV, n. 5581/2012).

Ciò posto, va innanzitutto rilevata l'infondatezza dell'allegato difetto d'istruttoria in cui sarebbe incorsa l'Amministrazione, tenuto conto che il giudizio di congruità ha fatto seguito ad una richiesta di chiarimenti e si è basato sulle delucidazioni fornite (per iscritto) dall'aggiudicataria.

Ed è proprio in sede di verifica dell’anomalia, infatti, che emerge come la N. Group S.r.l. abbia effettivamente alterato la primitiva offerta, ponendo in essere una serie di operazioni di compensazione di voci di costo, sovrastimate e sottostimate, ex se assai poco chiare.

Ed invero, il quadro economico presentato dalla ricorrente in sede di giustificazioni sulla presunta anomalia dell'offerta, risultava ampiamente modificato rispetto a quanto dichiarato in sede di partecipazione alla gara.

A tal proposito, la giurisprudenza è pressoché unanime nell’affermare che le singole voci di costo possono essere modificate solo per sopravvenienze di fatto o normative che comportino una riduzione dei costi o per originari comprovati errori di calcolo o per altre plausibili e comprovate ragioni (cfr. Cons. Stato n. 171/2019 e n. 4400/2019).

Nel caso di specie, tuttavia, le considerevoli modifiche apportate al quadro economico dichiarato in sede di presentazione delle offerte, non essendo supportate da alcuna motivazione, hanno correttamente indotto la Stazione Appaltante a ritenere che l'offerta economica presentata fosse, nel complesso, anomala.

In definitiva, la verifica di anomalia operata dal seggio di gara si sottrae ai denunciati vizi perché, senza palesare manifesti sintomi di evidente irragionevolezza o illogicità, ha riguardato la totalità dell'offerta presentata dalla ricorrente ed ha valorizzato le voci di prezzo e le lavorazioni più significative per l'appalto da affidare, avuto riguardo alle sue caratteristiche, esprimendo un giudizio finale nel quale è dato conto delle ragioni poste a fondamento del giudizio di incongruità dell'offerta.

Ne consegue che, come anticipato, le censure in esame sono infondate.

Con il secondo motivo di ricorso si assume la violazione e falsa applicazione della lex specialis, carenza assoluta di istruttoria, violazione della par condicio fra i concorrenti ed abuso della funzione amministrativa, in quanto, in tesi, la concorrente risultata aggiudicataria, poiché carente dei requisiti di partecipazione, non avrebbe potuto essere ammessa alla procedura concorsuale.

La censura, così come formulata, è irricevibile.

In merito al dovere di diligenza dell'operatore economico il quale intenda chiedere per tempo l'annullamento di atti di gara lesivi dei propri interessi, è opportuno prendere le mosse dal recente arresto del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria, secondo cui “per la individuazione della decorrenza del termine per l’impugnazione, rileva anche l’art. 29, comma 1, ultima parte, del ‘secondo codice”, per il quale “i termini cui sono collegati gli effetti giuridici della pubblicazione decorrono dalla data di pubblicazione sul profilo del committente” (cfr. Cons. Stato, Ad.Plen. sentenza 2 luglio 2020 n. 12).

Dunque, l’impresa interessata - e che intenda proporre un ricorso - ha l’onere di consultare il “profilo del committente” (usualmente, la Sezione “Amministrazione / Società Trasparente, sottosezione “Bandi di Gara e Contratti”), in quanto deve ormai pienamente assumersi la conoscenza legale degli atti dalla data in cui ha luogo la loro pubblicazione, con i relativi allegati, sul sito dell’Amministrazione che gestisce la procedura.

Ovviamente, la data di pubblicazione deve costantemente risultare dal sito, in linea con le osservazioni da anni rese dall’A.N.AC. in punto alla tracciabilità degli obblighi di pubblicazione di cui al D.Lgs. n. 33/2013, pure richiamato dal D.Lgs. n. 50/2016 (cfr., in particolare, e da ultimo, l’Allegato 5 alla Delibera dell’Autorità n. 231 del 4 marzo 2020, recante “Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione al 31 marzo 2020 e attività di vigilanza dell’Autorità”).

In definitiva, anche la pubblicazione sul profilo del committente è una “data oggettivamente riscontrabile” che fa capo ad un adempimento formale dell’Amministrazione, cui è possibile agganciare il decorso del termine di impugnativa.

Nel caso in scrutinio, il ricorso risulta notificato il 24.07.2020 e quindi ben oltre il trentesimo giorno successivo a quello in cui la società ricorrente, in persona del suo procuratore, è venuta a conoscenza della ammissione alla gara della concorrente società cooperativa Elettricisti San Giuseppe e V.G. di C.E.in costituenda ATI, ossia a far data dal 5.12.2019, allorquando è stata pubblicata sulla piattaforma della Centrale Unica di Committenza la comunicazione di ammissione delle offerte.

La tardività dell’impugnazione in rito assorbe ogni profilo sostanziale di censura del secondo motivo di gravame, che, pertanto, poiché irricevibile per tardività, non può essere scrutinato.

Per le precedenti considerazioni, il ricorso va in parte respinto per infondatezza nel merito, in parte dichiarato irricevibile in rito.

Le questioni appena vagliate esauriscono la vicenda sottoposta alla Sezione, essendo stati toccati tutti gli aspetti rilevanti a norma dell’art. 112 c.p.c., in aderenza al principio sostanziale di corrispondenza tra il chiesto e pronunciato (come chiarito dalla giurisprudenza costante, tra le tante, per le affermazioni più risalenti, Cassazione civile, sez. II, 22 marzo 1995 n. 3260 e, per quelle più recenti, Cassazione civile, sez. V, 16 maggio 2012 n. 7663; sez. I, 27 dicembre 2013 n. 28663).

Da ultimo, tenuto conto della complessità in fatto della questioni affrontate e della peculiarità del caso di specie, le spese di lite possono essere integralmente compensate fra le parti.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sede di Bari, Sezione I, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara in parte irricevibile ed in parte infondato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 2 dicembre 2020 con l'intervento dei magistrati:

Angelo Scafuri, Presidente

Rita Tricarico, Consigliere

Alfredo Giuseppe Allegretta, Primo Referendario, Estensore

 



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