Istituto Grandi Infrastrutture   



                  

Appalti&Concessioni- n. 916



  

CONSIGLIO DI STATO 2016/234

Gara - Esclusione per irregolarità contributive - Conoscenza o conoscibilità



 
 

L’art. 38, primo comma lett. i), del D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, esclude dalla partecipazione alle procedure di affidamento e dalla stipula di contratti pubblici coloro che hanno commesso violazioni grave, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali; il successivo secondo comma dello stesso articolo impone al candidato o concorrente di dichiarare il possesso dei requisiti di partecipazione alla gara, tra i quali quello che ora interessa.

L’appellante non ritiene rilevante, per i fini che ora interessano, la situazione debitoria appena descritta in quanto alla data nella quale è stata presentata la dichiarazione sopra riportata non aveva ricevuto alcuna comunicazione relativa alla sua posizione contributiva ed era anzi in possesso di un DURC positivo in corso di validità, ritenendo quindi la sua dichiarazione lecita, in quanto resa sulla base degli elementi a sua disposizione.

Contesta, inoltre, il fatto che l’Amministrazione abbia esteso la propria istruttoria fino alla richiesta di ulteriori DURC, ritenendo non consentita l’estensione dell’istruttoria amministrativa a tali ambiti, soggiungendo inoltre che tale istruttoria sarebbe stata condotta in termini impropri.

La dichiarazione richiesta deve – come è ovvio – essere veritiera e completa; di conseguenza, il dichiarante deve esporre tutte le circostanze delle quali sia a conoscenza rilevanti per l’accertamento dei requisiti necessari per la partecipazione alle gare d’appalto.

Inoltre, egli deve condurre il relativo accertamento con la necessaria diligenza, per cui deve essergli imputata l’omessa dichiarazione di dati che avrebbe potuto agevolmente acquisire.

È vero che l’art. 38, lett. i), fa riferimento, per quanto ora interessa, a violazioni “definitivamente accertate” ma l’inciso palesemente è applicabile solo a casi nei quali la violazione non poteva essere conosciuta dal dichiarante ovvero la sua esistenza sia da lui positivamente contestata mediante la proposizione delle azioni a tutela.

Nel caso di specie, si è in presenza di un eccezionale importo del debito maturato dall’appellante, da questo non contestato e anzi riconosciuto con la richiesta di rateazione.

In tale situazione, l’esistenza della situazione di irregolarità contributiva era necessariamente nota agli organi di amministrazione dell’appellante, i quali avevano l’onere di segnalarla nella dichiarazione resa, nonostante non avessero ancora ricevuto comunicazioni negative da parte degli enti previdenziali.

L’ignoranza di tale situazione di fatto potrebbe essere giustificata solo ipotizzando un disordine gestionale, dell’appellante, così radicale da impedire di ravvisare l’esistenza di una partita debitoria di importo eccezionale.

In conclusione, gli elementi che emergono dalla stessa prospettazione dell’appellante evidenziano che quest’ultima o ha omesso di dichiarare una gravissima situazione, a lei nota, di inadempimento degli obblighi previdenziali, o versa in una situazione di confusione gestionale tale da non consentirle di essere a conoscenza di situazioni debitorie, anche gravissime.

Entrambi gli elementi indicati rendono impossibile l’instaurazione di un corretto rapporto con l’Amministrazione Pubblica.


 
 
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