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GIURISPRUDENZA UE



  

 SUBAPPALTO-La giurisprudenza della Corte di giustizia in materia di vincoli (quantitativi) al subappalto: elenco delle principali decisioni in ordine cronologico di pubblicazione.



 
 

Premesse
La questione della legittimità dei limiti (quantitativi) al subappalto si sviluppa fin dalle disposizioni delle direttive degli anni novanta e si intreccia strettamente con il tema dell'avvalimento: la prima decisione è costituita dalla sentenza Holst Italia ( C-178/98 del 2 dicembre 1999), in cui la Corte, nell'analizzare la Direttiva 92/50 sugli appalti di servizio, rileva che, in aderenza ai principi di concorrenza e libertà di stabilimento dei Trattati, il diritto dell'Unione ha per finalità "di rimuovere gli ostacoli alla libera prestazione dei servizi nelle aggiudicazioni degli appalti pubblici", dichiarando ( punti 26 e 27 della decisione relativi all'interpretazione dell'art. 25 della citata direttiva) che "il divieto di subappalto...è illegittimo perché ... non tiene conto del diritto dell'offerente....di poter fare riferimento a dimostrazione della propria capacità di esecuzione dell'appalto, anche di subappaltatori".

Tale affermazione rappresenta la base di riferimento di molte decisioni successive, relative sia ai lavori che ai servizi e per appalti tanto nei settori ordinari che speciali: in particolare, la Corte, per argomentare sull'illegittimità dei vincoli quantitativi al subappalto, riporta, nella fondamentale sentenza Siemens Ag. - ARGE Telekom (C-314/01, del 18 marzo 2004 ) , ai punti da 40 a 44,  proprio le parole citate della sentenza Holst Italia.

Da allora, la giurisprudenza della Corte si è sviluppata con grande linearità sul punto e con notevole concentrazione di decisioni nell'arco dell'ultimo quinquennio, attraverso  4 sentenze molto nette ed esplicite nella dichiarazione di contrasto al diritto dell'Unione di ogni previsione normativa a carattere preventivo e generale di limiti quantitativi al subappalto.

Di seguito, l'elenco delle principali sentenze della Corte con indicati i punti specifici in cui il tema è trattato:

1) Sentenza C-406/14 del 14 luglio 2016- Wroclaw- Miasto, punti da 20 a 26 e da 33 a 37. 

2) Sentenza C-298/15-Borta UAB, del 5 aprile 2017, punti da 45 a 51. 

3) Sentenza C-63/18-Vitali S.p.A del 26 settembre 2019, punti da 23 a 28 e da 35 a 42. 

4) Sentenza C-402/18-Tedeschi srl del 27 novembre 2019, punti da 26 a 50. 


 
 
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