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  CMC E ASTALDI, OBIETTIVO PROJECT FINANCING

 
 

Sia Astaldi che Cmc hanno annunciato nelle settimane scorse la volontà di costituire società ad hoc per gestire le attività nel campo delle concessioni. Per la cooperativa di Ravenna, in particolare, si tratta di una scelta strategica innovativa. Il trend delle due imprese è comunque tra i più interessanti tra la top 20 italiana. Il +22,5% di Astaldi nel fatturato 2009 è secondo solo a Ghella (non considerando Salini), mentre per Cmc a colpire non sono tanto i dati dello scorso anno (fatturato +2%, Ebitda +18,4%, utile +9,4%), quanto le previsioni di crescita. Nell’assemblea dei soci del 29 maggio il vertice di Cmc ha confermato l’obiettivo annunciato a febbraio con il Piano 2010-2012, e cioè raggiungere un fatturato di un miliardo di euro nel 2012, rispetto ai 715,6 milioni del 2009. «Quest’anno – spiega l’amministratore delegato Dario Foschini – contiamo di salire a 750 milioni, poi a circa 8-900 milioni nel 2011 e un miliardo nel 2012». La previsione di un miliardo era però già prevista un anno fa, ma per il 2011. «Sì – ammette Foschini – c’è stato uno slittamento, perché i tempi di produzione in Italia sono sempre faticosi. Ora però alcune opere in ritardo sono partite (in particolare il maxilotto da un miliardo nel Quadrilatero, e il 1° lotto della Ss 640 in Sicilia, 363 milioni), dunque il 60% del fatturato 2012 è già sicuro ». L’estero è cresciuto molto nel fatturato Cmc, fino al 45% nel 2009. «I nostri lavori principali – racconta Foschini – sono gli impianti idroelettrici in Sudafrica e nel Laos e le strade in Angola. Siamo presenti anche in Algeria, Mozambico, Cina. In quest’ultimo Paese facciamo un tunnel idrico in Tbm, l’unico campo in cui i cinesi ancora non si sentono autonomi; ma presto impareranno anche a far questo». Forte la presenza di Cmc in Sicilia, con il 1° e 2° lotto della Ss 540 Anas (363 e 542 milioni), con la Palermo-Lercara Friddi Ss 121 (177 mln), e il maxi outlet di Taormina da 200.000 mq, approvato a marzo. «Lavorare in terra di mafia – racconta Foschini – non è naturalmente facile. Ma da una parte la Sicilia, rispetto ad altre zone del Sud come la Calabria, conserva una parte di tessuto imprenditoriale e la collaborazione che abbiamo avuto con le autorità dello Stato è stata finora ottima, proprio per riuscire a scegliere partner locali sani. Il piano cave, per fare un esempio, di fatto lo facciamo in prefettura». Cmc ha infine annunciato l’intenzione di costituire una società ad hoc per approdare al settore delle concessioni, e quotarla in Borsa entro cinque anni. «I lavori pubblici – sostiene Foschini – diminuiranno sempre più, dunque insieme ad altre grosse cooperative (Cmc sarà al 20-25%) vogliamo costituire un massa critica in grado di competere nelle grandi operazioni in Pf per le autostrade». Per quanto concerne Astaldi, il fatturato prosegue senza sosta la sua crescita, e dai 1.071 milioni del 2006 l’impresa è arrivata ai 1.869 del 2009 (+22,5% su base annua). Bene anche l’utile netto (51,5 mln, +22,2%) e il portafoglio ordini, che è salito a oltre 9 miliardi grazie a nuove commesse per 2,4 miliardi (in particolare in Polonia, Perù e Cile). «Il piano industriale in preparazione – ha detto l’amministratore delegato Stefano Cerri – conterrà un ulteriore fattore di crescita, lo sviluppo dell’attività nelle concessioni. Il Gruppo è orientato alla costituzione di una società ad hoc». Astaldi ha già diverse concessioni, l’Ospedale di Mestre (in gestione), la metro 5 di Milano, gli Ospedali toscani, quello del Mare di Napoli, vari parcheggi, ma l’impatto sul fatturato è per ora quasi zero. (fonte: Edilizia & Territorio n° 23)
 
 
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