A proposito di ribassi "eccessivamente" convenienti
per gli enti appaltanti
Eccellenza Ministro della Guerra, abbiamo opere di costruzione
che trasciniamo da anni non mai terminate, e che forse terminate
non saranno mai.
Questo succede, Eccellenza, per la confusione causata dai
frequenti ribassi che si apportano nelle opere Vostre, poiché
va certo che tutte le rotture di contratti, così
come i mancamenti di parola ed il ripetersi degli appalti
ad altro non servono che ad attirarVi, quali Impresari,
tutti i miserabili che non sanno dove batter del capo ed
i bricconi e gli ignoranti, facendo al tempo medesimo fuggire
da Voi quanti hanno i mezzi e la capacità per condurre
un’impresa.
E dirò, inoltre, che tali ribassi ritardano
e rincarano considerevolmente i lavori, i quali ognora più
scadenti diverranno.
E dirò pure che le economie realizzate con
tali ribassi e sconti cotanto accanitamente ricercati, saranno
immaginarie, giacché similmente avviene per un Impresario
che perde, quanto per un individuo che s’annoia: s’attacca
egli a tutto ciò che può, ed attaccarsi a
tutto ciò, che si può, in materia di costruzioni,
significa non pagare i mercanti che fornirono i materiali,
compensare malamente i propri operai, imbrogliare quanto
più gente si può, avere la mano d ‘opera
più scadente, come quella che a minor prezzo si dona,
adoperare i materiali peggiori, trovare cavilli in ogni
cosa e leggere la vita ora di questo ora di quello.
Ecco dunque quanto basta, Eccellenza, perché vediate
l ‘ errore di questo Vostro sistema; abbandonatelo
quindi in nome di Dio; ristabilite la fiducia, pagate il
giusto prezzo dei lavori, non rifiutate un onesto compenso
ad un imprenditore che compirà il suo dovere.
Sarà sempre questo l’affare migliore
che Voi potrete fare.
Architetto Marchese di Vauban
Parigi, il 17 luglio del 1693