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  Offerta anomala-insindacabilità-limiti
Qualità/prezzo su progetto esecutivo-proposta opera aggiuntiva
TAR Lazio LT, Sezione I, 9 novembre 2020 n. 414


 
 


FATTO E DIRITTO
1) Con ricorso notificato a mezzo pec il 14 febbraio 2020 e depositato il successivo giorno 25 la Società Autolinee Ponza S.r.l., premesso:
- di avere partecipato alla gara di appalto mediante procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per “l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale nel Comune di Ponza per la durata di 6 anni, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e di essersi classificata al secondo posto, con un punteggio complessivo di 88,30 ha impugnato gli atti in epigrafe specificati con i quali il Comune di Ponza ha aggiudicato il servizio alla Schiaffini Travel s.r.l., classificatasi al primo posto, con un punteggio complessivo di 89,87.
2) Espone che per quanto concerne l’offerta economica, l’art. 21.2 del Disciplinare di Gara, (pag. 33 e ss.) stabiliva che la Commissione avrebbe provveduto ad attribuire i punteggi in base alla regola dell’”Incremento della produzione chilometrica contrattuale attraverso l’integrazione della rete di servizio espressa in chilometri di percorrenza su base annua. Punteggio massimo attribuibile 25 punti”.
In sede di chiarimenti la stazione appaltante – con riguardo all’offerta economica costituita da “chilometri aggiuntivi” – ha affermato (quesito 4.7) che “Non è previsto un massimale al valore di incremento chilometrico da offrire. Non è previsto in fase di gara l’utilizzo della produzione chilometrica perché non si conosce il dato che è oggetto di offerta. L’utilizzo di tale incremento chilometrico andrà ad integrare il programma del servizio in base alle esigenze dello stesso, in ragione alla domanda che terrà conto delle esigenze di esercizio nelle diverse stagioni dell’anno. L’Operatore economico avrà modo di regolare la propria offerta, che andrà ponderata in ragione della variabilità degli elementi evidenziati e della loro incidenza sui costi del servizio”.
In altri termini, la stazione appaltante non rendeva note le proprie esigenze, in termini di servizi/chilometri “aggiuntivi”, lasciando agli operatori economici la scelta del tutto discrezionale di quanti chilometri offrire ed anche quale destinazione/uso attribuirgli, senza una specifica connessione con il fabbisogno di servizi dell’Isola.
3) Tanto premesso, a sostegno del gravame la ricorrente, ritenendo l’offerta della Schiaffini del tutto incongrua ed insostenibile, deduce le seguenti censure:
Violazione dell’art. 95, comma 10, ultimo periodo e 97, comma 6 del D.Lgs. n. 50/2016. Eccesso di potere per contraddittorietà e per mancata/erronea motivazione in merito alla verifica di congruità.
La stazione appaltante ha effettuato la verifica di congruità dell’offerta con istruttoria lacunosa e superficiale, impiegando soltanto 1 ora per valutare (ed indebitamente rettificare) i giustificativi.
L’offerta economica della Schiaffini (consistente in un incremento chilometrico di 181.000 chilometri l’anno, pari al 75,7% rispetto alla percorrenza della rete attuale posta a base di gara di 238.997,37 km/anno), è con ogni evidenza incongrua e tale da non consentire nemmeno l’adeguata remunerazione delle maestranze impegnate nell’esecuzione del contratto.
Essa non ha dato compiuto riscontro sui costi del servizio (soprattutto sui costi del personale), non ha chiarito quanto personale impiegherà nell’appalto ed ha fornito una relazione contenente dati auto-referenziali ed auto-prodotti, peraltro mutuati discostandosi (ancorché parzialmente) dalla propria offerta tecnica.
Inoltre, in sede di chiarimenti è stato affermato che il Comune lasciava ai concorrenti piena discrezionalità nell’offerta di “chilometri aggiuntivi”, sia con riguardo all’entità dell’incremento, sia con riferimento alla destinazione/utilizzazione/programmazione degli stessi, senza alcun limite o specifica indicazione.
Una siffatta facoltà confligge con il “divieto di opere aggiuntive” sancito dall’art. 95, commi 6 e 14 bis e ss. D.Lgs. n. 50/2016, previsto per i lavori ed esteso in giurisprudenza anche ai servizi.
4) Con atti depositati il 25 febbraio e il 4 marzo 2020, si sono costituiti in giudizio la Schiaffini Travel s.p.a. e il Comune di Ponza chiedendo il rigetto del ricorso.
5) Con atto notificato a mezzo pec il 13 marzo 2020 e depositato il medesimo giorno, la Schiaffini Travel ha proposto ricorso incidentale avverso gli atti di gara limitatamente alla parte in cui, nel collocare la ricorrente principale in seconda posizione nella graduatoria, hanno determinato l’attribuzione di maggior punteggio alla Autolinee Ponza e minor punteggio alla Schiaffini e agli altri concorrenti.
Nonché, in via subordinata, per censurare l’operato della Commissione nei limiti in cui, in sede di valutazione dell’anomalia, ha ritenuto di dover rettificare in riduzione parte dei ricavi stimati dalla Schiaffini Travel.
6) Con ordinanza n. 176 del 20 aprile 2020, la Sezione ha respinto la domanda di tutela cautelare.
7) Alla pubblica udienza del 4 novembre 2020, la causa è stata riservata per la decisione.
8) Il ricorso è infondato.
9) Con l’unico articolato motivo di ricorso la Autolinee Ponza contesta la valutazione di congruità dell’offerta economica dell’aggiudicataria siccome operata dalla Amministrazione lamentando, in particolare, la non corretta valutazione dei costi del servizio (specie quelli del personale) e la non corretta indicazione dei chilometri aggiuntivi avanzando un’autonoma ed alternativa ricostruzione delle voci di costo e di ricavo.
10) In primo luogo, il Collegio ritiene necessario ricordare il consolidato principio giurisprudenziale secondo il quale “Nelle gare pubbliche il giudizio di verifica dell'anomalia dell'offerta - finalizzato alla verifica dell'attendibilità e serietà della stessa, ovvero dell'accertamento dell'effettiva possibilità dell'impresa di eseguire correttamente l'appalto alle condizioni proposte - ha natura globale e sintetica e deve risultare da un'analisi di carattere tecnico delle singole componenti di cui l'offerta si compone, al fine di valutare se l'anomalia delle diverse componenti si traduca in un'offerta complessivamente inaffidabile; detto giudizio costituisce espressione di un tipico potere tecnico-discrezionale riservato alla Pubblica amministrazione ed insindacabile in sede giurisdizionale, salvo che nelle ipotesi di manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza dell'operato della Commissione di gara; il giudice amministrativo può sindacare le valutazioni della Pubblica amministrazione sotto il profilo della logicità, ragionevolezza ed adeguatezza dell'istruttoria, senza poter tuttavia procedere ad alcuna autonoma verifica della congruità dell'offerta e delle singole voci, ciò rappresentando un'inammissibile invasione della sfera propria della Pubblica amministrazione” (ex multis Consiglio di Stato sez. III 9/3/2019 n. 2079).
11) Pertanto, il motivo di impugnazione per come articolato deve ritenersi inammissibile in quanto piuttosto che evidenziare profili di illogicità, irragionevolezza ed inadeguatezza dell'istruttoria, mira ad un’autonoma verifica della congruità dell'offerta e delle singole voci.
12) Ciò premesso, per completezza va detto che comunque le contestazioni formulate dalla ricorrente sono comunque infondate.
13) Nel caso in esame il RUP con nota prot. n. 253 del 12.01.2019 ha chiesto alla controinteressata Schiaffini Travel di fornire i giustificativi relativi “alle voci di costo che concorrono a formare l’importo complessivo del servizio posto a base di gara in ragione dell’offerta presentata”.
In data 28.01.2019, la Schiaffini dava riscontro alla richiesta producendo la relazione analitica dei costi e dei ricavi afferenti la commessa, asseverata con parere reso da un dottore commercialista e revisore legale, attestante l’idoneità dell’utile dichiarato per la corretta esecuzione del servizio.
Con ulteriore nota n. 1805 del 08.03.2019, ad integrazione della precedente, il RUP richiedeva in particolare:
a) di precisare in dettaglio i costi unitari che saranno sostenuti a titolo di assicurazione RCA/furto e incendio con riferimento a ciascuno nei mezzi impiegati; b) di esporre in dettaglio il piano di ammortamento dei mezzi; c) di precisare in dettaglio i costi previsti per il personale necessario per lo svolgimento del servizio offerto.
La società dava riscontro alle richieste dalla Commissione con nota del 15.03.2019.
L’organo di supporto al RUP nel procedimento di verifica e valutazione della congruità – nella seduta riservata del 27.06.2019, in esito all’esame della documentazione e dei giustificativi prodotti con tale ultima nota, ha ritenuto congrua l’offerta della Schiaffini.
14) Pertanto, non trova fondamento la censura della ricorrente secondo cui la valutazione dell’offerta sarebbe stata effettuata dalla Commissione nel limitato tempo (un’ora) dedicato a tale ultima seduta.
In realtà tale giudizio è stato il risultato di una approfondita istruttoria, tant’è che la Commissione ha ritenuto di richiedere ulteriori chiarimenti alla controinteressata su aspetti particolari della sua offerta e l’ultima seduta è stata dedicata alla verifica alle giustificazioni fornite con le note del 15.3.2019.
Né può affermarsi che la Commissione si sia limitata a recepire acriticamente i giustificativi offerti dalla Schiaffini.
In realtà, come dedotto dalla controinteressata, il seggio di gara ha addirittura ritenuto di dover rettificare i ricavi indicati dalla aggiudicataria.
15) Con riguardo alla determinazione del costo del personale, la controinteressata nelle proprie note giustificative ha spiegato che: “il calcolo del costo del personale è stato effettuato tenendo conto di ogni fattore riconducibile alle specificità del TPL di Ponza e in particolare per gli addetti all’esercizio alla velocità commerciale, alle ore giornaliere di servizio, al numero di operatori necessari nei vari periodi dell’anno.
Quanto alla velocità commerciale il calcolo è stato effettuato sui tempi medi di percorrenza rilevati su base annua che determinato per i 239.000 chilometri base 8.496 ore/anno e per gli ulteriori 181.000 chilometri altre 6.434 ore/anno per un totale di 14.930 ore/anno. […].
Su tali basi pertanto ogni operatore assicurerà in linea ordinaria 1.474 ore annue (260 gg. x 5.40)”.
Pertanto, il costo del personale viaggiante è stato quantificato in € 1.879.818,00
L’aggiudicataria spiega inoltre che per determinare il calcolo della velocità commerciale, si è basata sui tempi di percorrenza medi effettivi rilevati su base annua, che determinano per i 239.000 chilometri base, 8.496 ore/anno e per gli ulteriori 181.000 chilometri aggiuntivi altre 6.434 ore/anno, per un totale di 14.930 ore/anno.
16) Infine, va detto che la mancanza di un tetto limite nell’offerta di km aggiuntivi non è illegittima e non costituisce violazione del divieto di opere aggiuntive.
In primo luogo perché l’art. 95, comma 14 bis del d.lgs. n. 50 del 2016, introdotto dal d.lgs. n. 56 del 2017 (secondo cui in caso di appalti aggiudicati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le stazioni appaltanti non possono attribuire alcun punteggio per l'offerta di opere aggiuntive rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo a base d'asta), è applicabile ai soli appalti di lavori, e non a quelli di servizi (T.A.R. Venero, sez. I, 01/02/2018, n. 105).
In ogni caso, nella specie, si tratta di elementi aggiuntivi (id est chilometraggio) che non modificano sostanzialmente l’oggetto dell’appalto, ma che ottimizzano il risultato finale dell’intervento, sotto il profilo della fruibilità del trasporto e dell’impatto funzionale sull’isola. Tale elemento risulta compatibile con il divieto di cui all’art. 95, comma 14 bis, d.lgs. n. 50/2016.
17) In conclusione, quindi, il ricorso deve essere respinto siccome inammissibile e infondato.
18) L’inammissibilità e infondatezza del ricorso principale dispensa il Collegio dall’esame del ricorso incidentale che deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse del proponente al suo scrutinio.
19) Le spese seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso R.G. 134 del 2020, lo dichiara inammissibile e infondato.
Dichiara improcedibile il ricorso incidentale.
Condanna la ricorrente alle spese e competenze del giudizio, che liquida in complessivi € 3.000 (tremila), oltre spese generali, ex art. 14 tariffario forense, cpa e iva, a favore di ciascuna parte costituita.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 4 novembre 2020 con l'intervento dei magistrati:
Antonio Vinciguerra, Presidente
Roberto Maria Bucchi, Consigliere, Estensore
Valerio Torano, Referendario


 
 
 
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