Istituto Grandi Infrastrutture   



                  

Legislazione Ue





 

Causa C-14/17: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 12 luglio 2018 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — Appalti pubblici

Causa C-14/17: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 12 luglio 2018 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — VAR, Srl, Azienda Trasporti Milanesi SpA (ATM) / Iveco Orecchia SpA (Rinvio pregiudiziale — Appalti pubblici — Direttiva 2004/17/CE — Articolo 34 — Fornitura di ricambi per vetture autofiloviarie — Specifiche tecniche — Prodotti equivalenti — Possibilità di fornire la prova dell’equivalenza dopo l’aggiudicazione dell’appalto) – pubblicata sulla GU UE del 10.9.2018. Dispositivo: L’articolo 34, paragrafo 8, della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, deve essere interpretato nel senso che, quando le specifiche tecniche che figurano nei documenti dell’appalto fanno riferimento a un marchio, a un’origine o a una produzione specifica, l’ente aggiudicatore deve esigere che l’offerente fornisca, già nella sua offerta, la prova dell’equivalenza dei prodotti che propone rispetto a quelli definiti nelle citate specifiche tecniche.

Guida agli appalti pubblici per professionisti

 

6.9.2018 - La Commissione Europea ha pubblicato nel mese di febbraio la guida “Public procurement guidance for practitioners on avoiding the most common errors in projects funded by the European Structural and Investment Funds” che è stata, recentemente, tradotta anche in lingua italiana con il titolo “Orientamenti in materia di appalti pubblici per professionisti su come evitare gli errori più comuni nei progetti finanziati dai Fondi strutturali e d’investimento europei”, che è disponibile qui

http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/guides/public_procurement/2018/guidance_public_procurement_2018_it.pdf

La Commissione Europea ha inoltre pubblicato un aggiornamento a tale Guida visibile qui

http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/guides/public_procurement/2018/guidelines_tender_procedure.pdf

Audizione su Ritardi di pagamento: impatto e stato di attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento negli Stati membri

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo ha tenuto un'audizione su una migliore applicazione e modernizzazione delle norme dell'UE in materia di protezione dei consumatori, l'11.07.18. Il giorno successivo, la Commissione ha tenuto un'audizione sull'impatto e sullo stato di attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento negli Stati membri. Sono state affrontate le questioni su transazioni da impresa a impresa e le transazioni tra autorità pubbliche e imprese. Per ulteriori informazioni:

Rettifica della direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici (GU L 335 del 20.12.2007)

Tale Rettifica è stata pubblicata sulla GU UE del 12.7.2018, ed essa prevede: Pagina 42, articolo 2, punto 3, nuovo articolo inserito 2 bis, paragrafo 1:

anziché:

«Gli Stati membri provvedono affinché i soggetti di cui all'articolo 1, paragrafo 3, dispongano di termini tali da garantire ricorsi efficaci avverso le decisioni di aggiudicazione di un appalto prese dagli enti aggiudicatori adottando le disposizioni necessarie nel rispetto delle condizioni minime di cui al paragrafo 2 del presente articolo e all'articolo 2 ter

leggasi:

«Gli Stati membri provvedono affinché i soggetti di cui all'articolo 1, paragrafo 3, dispongano di termini tali da garantire ricorsi efficaci avverso le decisioni di aggiudicazione di un appalto prese dagli enti aggiudicatori adottando le disposizioni necessarie nel rispetto delle condizioni minime di cui al paragrafo 2 del presente articolo e all'articolo 2 quater


Causa C-376/16 P: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 3 maggio 2018 — Appalti pubblici di servizi


Tale Causa C-376/16 P: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 3 maggio 2018 — Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) / European Dynamics Luxembourg SA, European Dynamics Belgium SA, Evropaïki Dynamiki — Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE (Impugnazione — Appalti pubblici di servizi — Prestazione di servizi esterni per la gestione di programmi e progetti nonché per la consulenza tecnica nel settore delle tecnologie dell’informazione — Procedura a cascata — Articolo 21 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea — Articolo 76 e articolo 84, paragrafo 1, del regolamento di procedura del Tribunale — Divieto di statuire ultra petita — Ponderazione dei sottocriteri nell’ambito dei criteri di aggiudicazione — Errori manifesti di valutazione — Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 — Articolo 100, paragrafo 2 — Decisione di rigetto dell’offerta — Difetto di motivazione — Perdita di un’opportunità — Responsabilità extracontrattuale dell’Unione europea — Domanda di risarcimento) è stata pubblicata sulla GU C 231 del 2.7.2018, cliccando sul link ed andando a pag. 6

Appalti, la Corte di Giustizia Ue decide - Giovedì 17 maggio, la Corte di Giustizia Ue ha esaminato la Sentenza C-531/16 «Domanda di pronuncia pregiudiziale – Direttiva 2004/18/CE – Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi – Parità di trattamento – Trasparenza – Concorrenza effettiva tra gli offerenti – Collegamenti tra offerenti che presentino offerte autonome in una medesima procedura – Obbligo di informazione a carico degli offerenti collegati – Obblighi dell’amministrazione aggiudicatrice e del giudice nazionale», che prevede:

      Quando due o più offerenti tra i quali esistono taluni legami presentano le loro offerte nelle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici, può sorgere il sospetto che essi agiscano in maniera coordinata (o perfino collusiva), a scapito della trasparenza e di altre regole o principi del diritto dell’Unione che devono disciplinare dette procedure.

     Tale è il contesto in cui si collocano le questioni pregiudiziali sollevate dal Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Corte suprema, Lituania) in considerazione del fatto che due società controllate da una terza miravano, tra l’altro, ad ottenere l’appalto per la raccolta e il trasporto di rifiuti in un comune lituano.

    Con le sue questioni, il giudice del rinvio chiede, in definitiva, se i suddetti offerenti siano tenuti, anche in mancanza di una specifica previsione normativa, ad informare l’amministrazione aggiudicatrice circa i rapporti che li uniscono e come debba agire tale amministrazione qualora constati l’esistenza di detti rapporti.

      La domanda di pronuncia pregiudiziale offre quindi alla Corte la possibilità di completare la sua giurisprudenza sui principi della parità di trattamento e di trasparenza nelle procedure disciplinate dalla direttiva 2004/18/CE quando i partecipanti a tali procedure appartengano al medesimo gruppo di imprese.

Appalti, la Corte di Giustizia Ue decide - Giovedì 17 maggio, la Corte di Giustizia Ue ha esaminato la Sentenza C-531/16 «Domanda di pronuncia pregiudiziale – Direttiva 2004/18/CE – Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi – Parità di trattamento – Trasparenza – Concorrenza effettiva tra gli offerenti – Collegamenti tra offerenti che presentino offerte autonome in una medesima procedura – Obbligo di informazione a carico degli offerenti collegati – Obblighi dell’amministrazione aggiudicatrice e del giudice nazionale», che prevede:

1.        Quando due o più offerenti tra i quali esistono taluni legami presentano le loro offerte nelle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici, può sorgere il sospetto che essi agiscano in maniera coordinata (o perfino collusiva), a scapito della trasparenza e di altre regole o principi del diritto dell’Unione che devono disciplinare dette procedure.

2.        Tale è il contesto in cui si collocano le questioni pregiudiziali sollevate dal Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Corte suprema, Lituania) in considerazione del fatto che due società controllate da una terza miravano, tra l’altro, ad ottenere l’appalto per la raccolta e il trasporto di rifiuti in un comune lituano.

3.        Con le sue questioni, il giudice del rinvio chiede, in definitiva, se i suddetti offerenti siano tenuti, anche in mancanza di una specifica previsione normativa, ad informare l’amministrazione aggiudicatrice circa i rapporti che li uniscono e come debba agire tale amministrazione qualora constati l’esistenza di detti rapporti.

4.        La domanda di pronuncia pregiudiziale offre quindi alla Corte la possibilità di completare la sua giurisprudenza sui principi della parità di trattamento e di trasparenza nelle procedure disciplinate dalla direttiva 2004/18/CE quando i partecipanti a tali procedure appartengano al medesimo gruppo di imprese.

Per la Documentazione esaminata, cliccare qui:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=202044&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=521647

La Corte (Quarta Sezione) ha dichiarato:

L’articolo 2 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, deve essere interpretato nel senso che:

–        in assenza di esplicita previsione normativa o di condizione specifica nel bando di gara o nel capitolato d’oneri che disciplina le condizioni di aggiudicazione di un appalto pubblico, offerenti collegati, che presentano offerte separate in una medesima procedura di gara, non sono tenuti a dichiarare, di loro propria iniziativa, i loro collegamenti all’amministrazione aggiudicatrice;

–        l’amministrazione aggiudicatrice, quando dispone di elementi che mettono in dubbio l’autonomia e l’indipendenza di offerte presentate da taluni offerenti, è tenuta a verificare, eventualmente richiedendo informazioni supplementari dai suddetti offerenti, se le loro offerte siano effettivamente autonome e indipendenti. Se risulta che le offerte in discussione non sono autonome e indipendenti, l’articolo 2 della direttiva 2004/18 osta all’attribuzione dell’appalto agli offerenti che abbiano presentato offerte di tal genere.

Il pacchetto di strategia sugli appalti pubblici

I deputati hanno presentato un totale di 143 emendamenti sul progetto di relazione sul tema sopraindicato, l'onorevole Coelho, e durante il meeting IMCO di aprile si terrà un primo scambio su questi emendamenti. I membri hanno criticato in particolare il ritardo nel recepimento delle direttive del 2014 da parte degli Stati membri e la lenta digitalizzazione degli appalti, nonché le difficoltà esistenti per le PMI a partecipare alle offerte. Molti emendamenti confermano la posizione del relatore secondo cui la concessione delle offerte dovrebbe passare dal criterio del prezzo più basso a criteri più qualitativi. Cliccando sul sottoindicato link e andando al punto 19, si può visualizzare la documentazione:

http://www.emeeting.europarl.europa.eu/committees/agenda/201804/IMCO/IMCO(2018)0423_1/sitt-7900043

CORTE GIUSTIZIA UE – ha esaminato la Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 24 marzo 2017 (Causa C-152/17) – Consorzio Italian Management e Catania Multiservizi SpA / Rete Ferroviaria Italiana SpA; trattasi di prezzi e contratti appalti. Per la documentazione, cliccare qui e da cui si apprende:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=201263&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=82974

La Corte (Nona Sezione) dichiara:

La direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, come modificata dal regolamento (UE) n. 1251/2011 della Commissione, del 30 novembre 2011, e i principi generali ad essa sottesi devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a norme di diritto nazionale, come quelle di cui al procedimento principale, che non prevedono la revisione periodica dei prezzi dopo l’aggiudicazione di appalti rientranti nei settori considerati da tale direttiva.




 

[  1   2   3   [Next >>]   [Last >>]  ]
Pagina  1  di  4
   

Prossimo Convegno




   
     
  IGI - Istituto Grandi Infrastrutture - Via Cola di Rienzo, 111 - 00192 - Roma - Tel:063608481 email:igiroma@tin.it