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Legislazione Ue





 

Rettifica della direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici (GU L 335 del 20.12.2007)

Tale Rettifica è stata pubblicata sulla GU UE del 12.7.2018, ed essa prevede: Pagina 42, articolo 2, punto 3, nuovo articolo inserito 2 bis, paragrafo 1:

anziché:

«Gli Stati membri provvedono affinché i soggetti di cui all'articolo 1, paragrafo 3, dispongano di termini tali da garantire ricorsi efficaci avverso le decisioni di aggiudicazione di un appalto prese dagli enti aggiudicatori adottando le disposizioni necessarie nel rispetto delle condizioni minime di cui al paragrafo 2 del presente articolo e all'articolo 2 ter

leggasi:

«Gli Stati membri provvedono affinché i soggetti di cui all'articolo 1, paragrafo 3, dispongano di termini tali da garantire ricorsi efficaci avverso le decisioni di aggiudicazione di un appalto prese dagli enti aggiudicatori adottando le disposizioni necessarie nel rispetto delle condizioni minime di cui al paragrafo 2 del presente articolo e all'articolo 2 quater

Audizione su Ritardi di pagamento: impatto e stato di attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento negli Stati membri

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo ha tenuto un'audizione su una migliore applicazione e modernizzazione delle norme dell'UE in materia di protezione dei consumatori, l'11.07.18. Il giorno successivo, la Commissione ha tenuto un'audizione sull'impatto e sullo stato di attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento negli Stati membri. Sono state affrontate le questioni su transazioni da impresa a impresa e le transazioni tra autorità pubbliche e imprese. Per ulteriori informazioni:


Causa C-376/16 P: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 3 maggio 2018 — Appalti pubblici di servizi


Tale Causa C-376/16 P: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 3 maggio 2018 — Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) / European Dynamics Luxembourg SA, European Dynamics Belgium SA, Evropaïki Dynamiki — Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE (Impugnazione — Appalti pubblici di servizi — Prestazione di servizi esterni per la gestione di programmi e progetti nonché per la consulenza tecnica nel settore delle tecnologie dell’informazione — Procedura a cascata — Articolo 21 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea — Articolo 76 e articolo 84, paragrafo 1, del regolamento di procedura del Tribunale — Divieto di statuire ultra petita — Ponderazione dei sottocriteri nell’ambito dei criteri di aggiudicazione — Errori manifesti di valutazione — Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 — Articolo 100, paragrafo 2 — Decisione di rigetto dell’offerta — Difetto di motivazione — Perdita di un’opportunità — Responsabilità extracontrattuale dell’Unione europea — Domanda di risarcimento) è stata pubblicata sulla GU C 231 del 2.7.2018, cliccando sul link ed andando a pag. 6

Appalti, la Corte di Giustizia Ue decide - Giovedì 17 maggio, la Corte di Giustizia Ue ha esaminato la Sentenza C-531/16 «Domanda di pronuncia pregiudiziale – Direttiva 2004/18/CE – Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi – Parità di trattamento – Trasparenza – Concorrenza effettiva tra gli offerenti – Collegamenti tra offerenti che presentino offerte autonome in una medesima procedura – Obbligo di informazione a carico degli offerenti collegati – Obblighi dell’amministrazione aggiudicatrice e del giudice nazionale», che prevede:

      Quando due o più offerenti tra i quali esistono taluni legami presentano le loro offerte nelle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici, può sorgere il sospetto che essi agiscano in maniera coordinata (o perfino collusiva), a scapito della trasparenza e di altre regole o principi del diritto dell’Unione che devono disciplinare dette procedure.

     Tale è il contesto in cui si collocano le questioni pregiudiziali sollevate dal Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Corte suprema, Lituania) in considerazione del fatto che due società controllate da una terza miravano, tra l’altro, ad ottenere l’appalto per la raccolta e il trasporto di rifiuti in un comune lituano.

    Con le sue questioni, il giudice del rinvio chiede, in definitiva, se i suddetti offerenti siano tenuti, anche in mancanza di una specifica previsione normativa, ad informare l’amministrazione aggiudicatrice circa i rapporti che li uniscono e come debba agire tale amministrazione qualora constati l’esistenza di detti rapporti.

      La domanda di pronuncia pregiudiziale offre quindi alla Corte la possibilità di completare la sua giurisprudenza sui principi della parità di trattamento e di trasparenza nelle procedure disciplinate dalla direttiva 2004/18/CE quando i partecipanti a tali procedure appartengano al medesimo gruppo di imprese.

Appalti, la Corte di Giustizia Ue decide - Giovedì 17 maggio, la Corte di Giustizia Ue ha esaminato la Sentenza C-531/16 «Domanda di pronuncia pregiudiziale – Direttiva 2004/18/CE – Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi – Parità di trattamento – Trasparenza – Concorrenza effettiva tra gli offerenti – Collegamenti tra offerenti che presentino offerte autonome in una medesima procedura – Obbligo di informazione a carico degli offerenti collegati – Obblighi dell’amministrazione aggiudicatrice e del giudice nazionale», che prevede:

1.        Quando due o più offerenti tra i quali esistono taluni legami presentano le loro offerte nelle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici, può sorgere il sospetto che essi agiscano in maniera coordinata (o perfino collusiva), a scapito della trasparenza e di altre regole o principi del diritto dell’Unione che devono disciplinare dette procedure.

2.        Tale è il contesto in cui si collocano le questioni pregiudiziali sollevate dal Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Corte suprema, Lituania) in considerazione del fatto che due società controllate da una terza miravano, tra l’altro, ad ottenere l’appalto per la raccolta e il trasporto di rifiuti in un comune lituano.

3.        Con le sue questioni, il giudice del rinvio chiede, in definitiva, se i suddetti offerenti siano tenuti, anche in mancanza di una specifica previsione normativa, ad informare l’amministrazione aggiudicatrice circa i rapporti che li uniscono e come debba agire tale amministrazione qualora constati l’esistenza di detti rapporti.

4.        La domanda di pronuncia pregiudiziale offre quindi alla Corte la possibilità di completare la sua giurisprudenza sui principi della parità di trattamento e di trasparenza nelle procedure disciplinate dalla direttiva 2004/18/CE quando i partecipanti a tali procedure appartengano al medesimo gruppo di imprese.

Per la Documentazione esaminata, cliccare qui:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=202044&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=521647

La Corte (Quarta Sezione) ha dichiarato:

L’articolo 2 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, deve essere interpretato nel senso che:

–        in assenza di esplicita previsione normativa o di condizione specifica nel bando di gara o nel capitolato d’oneri che disciplina le condizioni di aggiudicazione di un appalto pubblico, offerenti collegati, che presentano offerte separate in una medesima procedura di gara, non sono tenuti a dichiarare, di loro propria iniziativa, i loro collegamenti all’amministrazione aggiudicatrice;

–        l’amministrazione aggiudicatrice, quando dispone di elementi che mettono in dubbio l’autonomia e l’indipendenza di offerte presentate da taluni offerenti, è tenuta a verificare, eventualmente richiedendo informazioni supplementari dai suddetti offerenti, se le loro offerte siano effettivamente autonome e indipendenti. Se risulta che le offerte in discussione non sono autonome e indipendenti, l’articolo 2 della direttiva 2004/18 osta all’attribuzione dell’appalto agli offerenti che abbiano presentato offerte di tal genere.

Il pacchetto di strategia sugli appalti pubblici

I deputati hanno presentato un totale di 143 emendamenti sul progetto di relazione sul tema sopraindicato, l'onorevole Coelho, e durante il meeting IMCO di aprile si terrà un primo scambio su questi emendamenti. I membri hanno criticato in particolare il ritardo nel recepimento delle direttive del 2014 da parte degli Stati membri e la lenta digitalizzazione degli appalti, nonché le difficoltà esistenti per le PMI a partecipare alle offerte. Molti emendamenti confermano la posizione del relatore secondo cui la concessione delle offerte dovrebbe passare dal criterio del prezzo più basso a criteri più qualitativi. Cliccando sul sottoindicato link e andando al punto 19, si può visualizzare la documentazione:

http://www.emeeting.europarl.europa.eu/committees/agenda/201804/IMCO/IMCO(2018)0423_1/sitt-7900043

CORTE GIUSTIZIA UE – ha esaminato la Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 24 marzo 2017 (Causa C-152/17) – Consorzio Italian Management e Catania Multiservizi SpA / Rete Ferroviaria Italiana SpA; trattasi di prezzi e contratti appalti. Per la documentazione, cliccare qui e da cui si apprende:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=201263&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=82974

La Corte (Nona Sezione) dichiara:

La direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, come modificata dal regolamento (UE) n. 1251/2011 della Commissione, del 30 novembre 2011, e i principi generali ad essa sottesi devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a norme di diritto nazionale, come quelle di cui al procedimento principale, che non prevedono la revisione periodica dei prezzi dopo l’aggiudicazione di appalti rientranti nei settori considerati da tale direttiva.

Appalti pubblici, in esame al Parlamento europeo

Mercoledì 21 marzo, presso la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo si è discusso di Pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici, la cui documentazione è visibile cliccando sul link ed andando al punto 7 e dalla quale si apprende quanto sottoindicato.

http://www.emeeting.europarl.europa.eu/committees/agenda/201803/INTA/INTA(2018)0321_1P/sitt-7716732

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti: 1. sottolinea che i mercati degli appalti pubblici hanno una grande valenza economica, considerato che, secondo le stime, la spesa per appalti rappresenta il 20% del PIL mondiale e che, quindi, un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi può essere un fattore di crescita importante nel commercio di beni e servizi e un motore per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nell'UE; 2. segnala che spesso i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi sono chiusi, di fatto e/o di diritto, agli offerenti dell'UE; rammenta che la Commissione stima che più della metà del mercato globale degli appalti è attualmente chiuso alla libera concorrenza internazionale a causa di misure protezionistiche che sono in crescita a livello mondiale, mentre circa 352 miliardi di EUR di appalti pubblici dell'UE sono aperti a offerenti di paesi membri dell'accordo sugli appalti pubblici (APP) dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC)1; 3. accoglie con favore il fatto che una delle sei aree prioritarie di intervento della Commissione nel settore degli appalti pubblici sia il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti; sottolinea che il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, anche a livello sub-nazionale, costituisce un forte interesse offensivo per l'UE nell'ambito dei negoziati commerciali sugli appalti pubblici, considerato che molte aziende dell'UE sono altamente competitive in vari settori; ricorda che un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi e norme rafforzate per la trasparenza delle procedure di appalto dovrebbero essere elementi fondamentali di qualsiasi accordo commerciale destinato a essere concluso dall'UE; 4. sottolinea che qualsiasi strategia volta ad aprire i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi dovrebbe tenere conto delle specifiche esigenze delle PMI, in quanto per esse l'accesso ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi può essere particolarmente difficile; 5. osserva che grandi economie emergenti, come il Brasile, la Cina, l'India e la Russia, non sono parti dell'APP e chiede alla Commissione di incoraggiare i paesi terzi ad aderirvi, in quanto gli accordi multilaterali e plurilaterali costituiscono il mezzo migliore per creare condizioni di parità; sottolinea che accordi commerciali bilaterali con clausole ambiziose sul piano degli appalti possono costituire un trampolino di lancio per una cooperazione multilaterale rafforzata; 6. sottolinea l'importanza dell'APP, non solo per garantire l'accesso di diritto ai mercati degli appalti nei paesi terzi, ma anche per rafforzare la trasparenza delle procedure di appalto; incoraggia la Commissione a promuovere l'elaborazione di norme globali e convergenti per la trasparenza degli appalti quale strumento importante per combattere la corruzione.

Causa C-178/16: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 20 dicembre 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — Impresa di Costruzioni Ing. E. Mantovani SpA, Guerrato SpA / Provincia autonoma di Bolzano, Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori servizi e forniture (ACP), Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) (Rinvio pregiudiziale — Appalti pubblici di lavori — Direttiva 2004/18/CE — Articolo 45, paragrafi 2 e 3 — Condizioni di esclusione dalla partecipazione all’appalto pubblico — Dichiarazione relativa all’assenza di sentenze definitive di condanna a carico degli ex amministratori della società offerente — Condotta penalmente rilevante di un ex amministratore — Condanna penale — Dissociazione completa ed effettiva dell’impresa offerente rispetto a tale amministratore — Prova — Valutazione da parte dell’amministrazione aggiudicatrice dei requisiti di tale obbligo)




 

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