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Legislazione Ue





 

CORTE GIUSTIZIA UE – ha esaminato la Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 24 marzo 2017 (Causa C-152/17) – Consorzio Italian Management e Catania Multiservizi SpA / Rete Ferroviaria Italiana SpA; trattasi di prezzi e contratti appalti. Per la documentazione, cliccare qui e da cui si apprende:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=201263&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=82974

La Corte (Nona Sezione) dichiara:

La direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, come modificata dal regolamento (UE) n. 1251/2011 della Commissione, del 30 novembre 2011, e i principi generali ad essa sottesi devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a norme di diritto nazionale, come quelle di cui al procedimento principale, che non prevedono la revisione periodica dei prezzi dopo l’aggiudicazione di appalti rientranti nei settori considerati da tale direttiva.

Appalti pubblici, in esame al Parlamento europeo

Mercoledì 21 marzo, presso la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo si è discusso di Pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici, la cui documentazione è visibile cliccando sul link ed andando al punto 7 e dalla quale si apprende quanto sottoindicato.

http://www.emeeting.europarl.europa.eu/committees/agenda/201803/INTA/INTA(2018)0321_1P/sitt-7716732

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti: 1. sottolinea che i mercati degli appalti pubblici hanno una grande valenza economica, considerato che, secondo le stime, la spesa per appalti rappresenta il 20% del PIL mondiale e che, quindi, un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi può essere un fattore di crescita importante nel commercio di beni e servizi e un motore per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nell'UE; 2. segnala che spesso i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi sono chiusi, di fatto e/o di diritto, agli offerenti dell'UE; rammenta che la Commissione stima che più della metà del mercato globale degli appalti è attualmente chiuso alla libera concorrenza internazionale a causa di misure protezionistiche che sono in crescita a livello mondiale, mentre circa 352 miliardi di EUR di appalti pubblici dell'UE sono aperti a offerenti di paesi membri dell'accordo sugli appalti pubblici (APP) dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC)1; 3. accoglie con favore il fatto che una delle sei aree prioritarie di intervento della Commissione nel settore degli appalti pubblici sia il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti; sottolinea che il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, anche a livello sub-nazionale, costituisce un forte interesse offensivo per l'UE nell'ambito dei negoziati commerciali sugli appalti pubblici, considerato che molte aziende dell'UE sono altamente competitive in vari settori; ricorda che un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi e norme rafforzate per la trasparenza delle procedure di appalto dovrebbero essere elementi fondamentali di qualsiasi accordo commerciale destinato a essere concluso dall'UE; 4. sottolinea che qualsiasi strategia volta ad aprire i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi dovrebbe tenere conto delle specifiche esigenze delle PMI, in quanto per esse l'accesso ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi può essere particolarmente difficile; 5. osserva che grandi economie emergenti, come il Brasile, la Cina, l'India e la Russia, non sono parti dell'APP e chiede alla Commissione di incoraggiare i paesi terzi ad aderirvi, in quanto gli accordi multilaterali e plurilaterali costituiscono il mezzo migliore per creare condizioni di parità; sottolinea che accordi commerciali bilaterali con clausole ambiziose sul piano degli appalti possono costituire un trampolino di lancio per una cooperazione multilaterale rafforzata; 6. sottolinea l'importanza dell'APP, non solo per garantire l'accesso di diritto ai mercati degli appalti nei paesi terzi, ma anche per rafforzare la trasparenza delle procedure di appalto; incoraggia la Commissione a promuovere l'elaborazione di norme globali e convergenti per la trasparenza degli appalti quale strumento importante per combattere la corruzione.

Causa C-178/16: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 20 dicembre 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — Impresa di Costruzioni Ing. E. Mantovani SpA, Guerrato SpA / Provincia autonoma di Bolzano, Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori servizi e forniture (ACP), Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) (Rinvio pregiudiziale — Appalti pubblici di lavori — Direttiva 2004/18/CE — Articolo 45, paragrafi 2 e 3 — Condizioni di esclusione dalla partecipazione all’appalto pubblico — Dichiarazione relativa all’assenza di sentenze definitive di condanna a carico degli ex amministratori della società offerente — Condotta penalmente rilevante di un ex amministratore — Condanna penale — Dissociazione completa ed effettiva dell’impresa offerente rispetto a tale amministratore — Prova — Valutazione da parte dell’amministrazione aggiudicatrice dei requisiti di tale obbligo)

Stato delle infrazioni aggiornato al 26.1.2018 (Anche appalti)

 

Dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri - La Commissione europea ha adottato il 25 gennaio 2018 le decisioni in materia di procedure di infrazione.

Con riferimento all'Italia, le decisioni riguardano sei costituzioni in mora ex art. 258 TFUE (due per violazione e quattro per mancato recepimento), due archiviazioni di procedure d'infrazione e due pareri motivati ex art. 258 TFUE.

Le procedure a carico del nostro Paese sono 66, di cui 52 per violazione del diritto dell'Unione e 14 per mancato recepimento di direttive.

Sulla banca dati EUR-Infra l'elenco delle procedure aperte. E' anche possibile consultare lo storico degli aggiornamenti sulla base delle decisioni assunte dalla Commissione europea nella pagina dedicata.

  

Decisioni



Archiviazione procedure d'infrazione (2)

2014/2171 - Situazione dei minori non accompagnati richiedenti asilo - Presunta viola-zione delle direttive 2003/9/CE e 2005/85/CE.

2012/4000- Comune di Bari. Costruzione di una nuova sede per gli uffici giudiziari


Costituzione in mora, art. 258 (6)

2017/2185 – Violazione della direttiva 2009/81/CE (Direttiva difesa) per la fornitura di unità navali

2017/2172 - Regolamento (UE) n. 511/2014 del 16 aprile 2014 sulle misure di conformità per gli utilizzatori risultanti dal protocollo di Nagoya relativo all’accesso alle risorse gene-tiche e alla giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione nell’Unione

2018/0027 – Mancato recepimento della direttiva 2016/2109/UE, del 1 dicembre 2016, che modifica la direttiva 66/401/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'inclusione di nuove specie e la denominazione botanica della specie Lolium x boucheanum Kunth

2018/0028 - Mancato recepimento della direttiva 2017/1279/UE, del 14 luglio 2017, che modifica gli allegati da I a V della direttiva 2000/29/CE del Consiglio concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai pro-dotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità

2018/0029 - Mancato recepimento della direttiva 2016/2037/UE, del 21 novembre 2016, che modifica la direttiva 75/324/CEE del Consiglio per quanto riguarda la pressione massima ammissibile dei generatori aerosol e adegua le sue disposizioni concernenti l'etichettatura al regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele

2018/0030 - Mancato recepimento della direttiva 2016/2258/UE del Consiglio, del 6 di-cembre 2016, che modifica la direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda l'accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio


Parere motivato, art. 258 TFUE (2)

2013/2022 - Non corretta attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale. Mappe acustiche strategiche.

2014/4075 - Normativa italiana relativa all'aliquota ridotta dell'imposta di registro per l'acquisto della prima casa non di lusso in Italia.


 

  

Suddivisione delle procedure per stadio


Messa in mora - art. 258 TFUE

23

Messa in mora complementare - art. 258 TFUE

6

Parere motivato - art. 258 TFUE

18

Parere motivato complementare - art. 258 TFUE

2

Decisione ricorso - art. 258 TFUE

3

Ricorso - art. 258 TFUE

3

Sentenza - art. 258

2

   

Messa in mora - art. 260 TFUE

2

Decisione ricorso - art. 260 TFUE

3 *

Sentenza - art. 260 TFUE

4

Totale

66


* di cui 2 sospese

 

Suddivisione delle procedure per settore


Ambiente

15

Trasporti

8

Fiscalità e dogane

Concorrenza e aiuti di Stato

6

Agricoltura

Salute

4

Giustizia

4

Appalti

3

Affari economici e finanziari

2

Affari interni

Affari esteri

2

Libera prestazione dei servizi e stabilimento    

Comunicazioni

1

Energia

1

Lavoro e politiche sociali

1

Libera circolazione delle merci 

Pesca

1

Tutela dei consumatori    

1

Totale

66

Documentazione

Decisione (UE) 2017/2425 del Consiglio del 18 dicembre 2017 su appalti pubblici

Decisione (UE) 2017/2425 del Consiglio, del 18 dicembre 2017, sulla posizione da adottare, a nome dell'Unione europea, in sede di Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio» istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra, per quanto riguarda la tabella di marcia completa presentata dalla Repubblica di Moldova in relazione all'attuazione dell'accordo nel settore degli appalti pubblici – pubblicata sulla GU L 343 del 22.12.2017.

Soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti, pubblicazioni in GU - Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 19 dicembre è stato pubblicato quanto segue:

 

- Regolamento delegato (UE) 2017/2364 della Commissione, del 18 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti

L'articolo 15 della direttiva 2014/25/UE è così modificato:

1)

alla lettera a), l'importo «418 000 EUR» è sostituito da «443 000 EUR»;

 

2)

alla lettera b), l'importo «5 225 000 EUR» è sostituito da «5 548 000 EUR».

 

- Regolamento delegato (UE) 2017/2365 della Commissione, del 18 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti

La direttiva 2014/24/UE è così modificata:

1)

L'articolo 4 è così modificato:

a)

alla lettera a), l'importo «5 225 000 EUR» è sostituito da «5 548 000 EUR»;

 

b)

alla lettera b), l'importo «135 000 EUR» è sostituito da «144 000 EUR»;

 

c)

alla lettera c), l'importo «209 000 EUR» è sostituito da «221 000 EUR»;

 

2)

all'articolo 13, il primo comma è sostituito dal seguente:

a)

alla lettera a), l'importo «5 225 000 EUR» è sostituito da «5 548 000 EUR»;

 

b)

alla lettera b), l'importo «209 000 EUR» è sostituito da «221 000 EUR».

 

- Regolamento delegato (UE) 2017/2366 della Commissione, del 18 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti

All'articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 2014/23/UE, l'importo «5 225 000 EUR» è sostituito da «5 548 000 EUR».

 

- Regolamento (UE) 2017/2367 della Commissione, del 18 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti

L'articolo 8 della direttiva 2009/81/CE è così modificato:

1)

alla lettera a), l'importo «418 000 EUR» è sostituito da «443 000 EUR»;

 

2)

alla lettera b), l'importo «5 225 000 EUR» è sostituito da «5 548 000 EUR».

Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Krajowa Izba Odwoławczą (Polonia) il 24 gennaio 2017 — Appalti pubblici

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 20 novembre è stata pubblicata la Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Krajowa Izba Odwoławczą (Polonia) il 24 gennaio 2017 — Saferoad Grawil sp. z o.o., Saferoad Kabex sp. z o.o./Generalna Dyrekcja Dróg Krajowych i Autostrad Oddział w Poznaniu (Causa C-35/17), in cui si dispone: La Corte di giustizia dell’Unione europea con ordinanza del 13 luglio 2017 (Sesta Sezione) ha dichiarato che l’articolo 2, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, il principio della parità di trattamento e l’obbligo di trasparenza devono essere interpretati nel senso che essi ostano all’esclusione di un operatore economico dalla procedura di gara d’appalto pubblico in conseguenza dell’inosservanza, da parte di tale operatore, di un obbligo che non risulta espressamente dalla documentazione di tale procedura.

Corte di Giustizia UE, 22.11.2017 - Conclusioni C-531/16 – Appalti pubblici. Per la documentazione, da cui si evince quanto segue, cliccare sul link:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=197008&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=779110

Conclusione:

87.      Alla luce delle suesposte considerazioni, propongo alla Corte di rispondere nei seguenti termini al Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Corte suprema, Lituania):

«Gli articoli 45 TFUE e 56 TFUE nonché l’articolo 2 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, devono essere interpretati nel senso che, in circostanze come quelle del procedimento principale:

1.      in mancanza di un’espressa disposizione normativa o di una specifica previsione nel capitolato che disciplina le condizioni per l’assegnazione di un appalto di servizi, gli offerenti collegati che presentino offerte separate in una medesima procedura non sono necessariamente tenuti a comunicare i loro legami all’amministrazione aggiudicatrice;

2.      l’amministrazione aggiudicatrice ha l’obbligo di chiedere a detti offerenti le informazioni che ritenga necessarie qualora, alla luce degli elementi di valutazione disponibili nella procedura in discussione, nutra dubbi in ordine al rischio che la loro partecipazione simultanea possa pregiudicare la trasparenza e falsare la concorrenza tra i soggetti che intendono fornire il servizio».

Raccomandazione (UE) 2017/1805 della Commissione, del 3 ottobre 2017, relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici — Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 7 ottobre è stata pubblicata la Raccomandazione (UE) 2017/1805 della Commissione, del 3 ottobre 2017, relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici — Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici.

I.   DEFINIRE LA POLITICA DI PROFESSIONALIZZAZIONE DEGLI APPALTI PUBBLICI

1.

Gli Stati membri dovrebbero sviluppare e attuare strategie a lungo termine di professionalizzazione degli appalti pubblici, adattate alle loro esigenze e risorse nonché alla loro struttura amministrativa, in forma autonoma o nel quadro di politiche di professionalizzazione di più ampio spettro relative alla pubblica amministrazione. L'obiettivo è di attirare, sviluppare e mantenere le competenze, concentrarsi sulle prestazioni e sui risultati strategici, sfruttando nel modo migliore gli strumenti e le tecniche disponibili. È opportuno che dette strategie:

a)

si rivolgano a tutti i soggetti pertinenti che partecipano alle procedure di appalto e siano elaborate attraverso un processo inclusivo a livello nazionale, regionale e locale;

 

b)

siano applicate in coordinamento con le altre politiche in tutto il settore pubblico e

 

c)

facciano il punto degli sviluppi negli altri Stati membri e a livello internazionale.

 

2.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre incoraggiare e sostenere le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori nell'attuazione di strategie nazionali di professionalizzazione, nello sviluppo di iniziative professionalizzanti nonché di un'architettura istituzionale e una cooperazione appropriate per appalti pubblici più coordinati, efficienti e strategici basati, tra l'altro:

a)

su una maggiore cooperazione tra i servizi interessati e tra le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori nonché

 

b)

sulla competenza e sul sostegno degli istituti di formazione, delle centrali di committenza e delle organizzazioni professionali che gestiscono prevalentemente appalti.

II.   RISORSE UMANE — MIGLIORARE LA FORMAZIONE E LA GESTIONE DELLE CARRIERE

3.

Gli Stati membri dovrebbero individuare e definire il quadro di riferimento per le abilità e le competenze su cui ciascun professionista degli appalti pubblici dovrebbe essere formato e di cui dovrebbe disporre, tenendo conto del carattere multidisciplinare dei progetti di appalti, per quanto riguarda sia i funzionari responsabili specificamente degli appalti sia altre funzioni correlate, nonché i giudici e i revisori, quali:

a)

quadri delle abilità e delle competenze volti a sostenere i processi di gestione delle assunzioni e delle carriere e all'elaborazione di programmi di formazione e

 

b)

un quadro comune delle competenze per gli appalti pubblici a livello europeo.

 

4.

Gli Stati membri dovrebbero sviluppare adeguati programmi di formazione — iniziale e permanente — basati sui dati e sulla valutazione delle necessità, nonché, se disponibili, sui quadri delle competenze. Occorrerebbe ad esempio:

a)

sviluppare e/o sostenere lo sviluppo dell'offerta di formazione iniziale, a livello universitario e postuniversitario, e di altre formazioni professionali di livello iniziale;

 

b)

fornire e/o sostenere un'offerta ampia, mirata e accessibile di formazione e apprendimento permanenti;

 

c)

moltiplicare l'offerta di formazione attraverso soluzioni innovative e interattive o strumenti di apprendimento online nonché di formazioni per formatori e

 

d)

trarre vantaggio dalla cooperazione accademica e dalla ricerca al fine di sviluppare una solida base teorica per soluzioni in materia di appalti.

 

5.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre sviluppare e sostenere l'adozione da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori di solidi sistemi di gestione delle risorse umane, di pianificazione delle carriere e di motivazione specifici per le funzioni in materia di appalti pubblici al fine di attirare e trattenere personale qualificato in tali funzioni e di incoraggiare gli operatori a migliorare la qualità e ad adottare un approccio più strategico agli appalti pubblici, ad esempio mediante:

a)

sistemi di riconoscimento e/o di certificazione in grado di identificare e premiare adeguatamente le funzioni in materia di appalti pubblici;

 

b)

strutture di carriera, incentivi istituzionali e un sostegno politico per realizzare risultati strategici e

 

c)

premi di eccellenza per promuovere le buone pratiche in settori quali gli appalti pubblici innovativi, verdi e socialmente responsabili o la lotta alla corruzione.

III.   SISTEMI — FORNIRE STRUMENTI E METODOLOGIE

6.

Gli Stati membri dovrebbero incentivare e promuovere lo sviluppo e l'adozione di strumenti informatici accessibili in grado di semplificare e migliorare il funzionamento dei sistemi di appalti e ad esempio di:

a)

consentire l'accesso alle informazioni attraverso la creazione di portali unici online;

 

b)

sviluppare strumenti informatici e le formazioni corrispondenti (riguardanti ad esempio le economie di scala, l'efficienza energetica o il lavoro di squadra), oppure sostenere le corrispondenti soluzioni orientate al mercato e

 

c)

promuovere un approccio strategico alla digitalizzazione mediante la standardizzazione, la condivisione, il riutilizzo e l'interoperabilità dei prodotti e dei servizi, in particolare avvalendosi di soluzioni informatiche esistenti disponibili a livello dell'UE (10), e contribuire allo sviluppo di strumenti quali un catalogo online delle norme relative alle TIC per gli appalti (11).

 

7.

Gli Stati membri dovrebbero sostenere e promuovere l'integrità a livello individuale e istituzionale, quale parte integrante della condotta professionale, fornendo gli strumenti per garantire la conformità e la trasparenza e orientamenti sulla prevenzione delle irregolarità. Occorrerebbe ad esempio:

a)

definire codici etici e carte sull'integrità;

 

b)

avvalersi dei dati sulle irregolarità (12) come feedback per sviluppare orientamenti e formazioni corrispondenti, nonché per promuovere l'autodisciplina e

 

c)

sviluppare orientamenti specifici destinati a prevenire e individuare le frodi e la corruzione, anche attraverso sistemi di denuncia delle irregolarità.

 

8.

Gli Stati membri dovrebbero fornire orientamenti volti, da un lato, a dare certezza giuridica sul diritto dell'UE e nazionale o sulle prescrizioni derivanti da obblighi internazionali dell'UE e, dall'altro, ad agevolare e promuovere la riflessione strategica, le sentenze commerciali e le decisioni intelligenti/informate, quali:

a)

materiali di orientamento mirati, manuali metodologici e repertori delle buone pratiche e degli errori più comuni, che siano aggiornati, facilmente accessibili e utilizzabili nonché basati sull'esperienza degli operatori del settore e

 

b)

modelli standardizzati e strumenti utili per diverse procedure, quali i criteri in materia di appalti pubblici verdi.

 

9.

Gli Stati membri dovrebbero promuovere lo scambio di buone pratiche e sostenere gli operatori del settore per assicurare procedure di appalto professionali, cooperazione e trasmissione di conoscenza, provvedendo ad esempio a:

a)

fornire assistenza tecnica per mezzo di servizi di helpdesk, di assistenza telefonica diretta e/o di posta elettronica che rispondano prontamente;

 

b)

organizzare seminari e workshop per condividere i nuovi sviluppi giuridici, le priorità politiche e le buone pratiche e

 

c)

incoraggiare le comunità di operatori del settore attraverso forum online e reti sociali professionali.

IV.   SEGUITO DA DARE ALLA PRESENTE RACCOMANDAZIONE — RELAZIONI E MONITORAGGIO

10.

Si raccomanda che gli Stati membri informino la Commissione dei provvedimenti presi in risposta alla presente raccomandazione nel quadro delle relazioni presentate in conformità all'articolo 83 della direttiva 2014/24/UE, all'articolo 45 della direttiva 2014/23/UE e all'articolo 99 della direttiva 2014/25/UE.




 

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