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Legislazione Ue





 

Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Krajowa Izba Odwoławczą (Polonia) il 24 gennaio 2017 — Appalti pubblici

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 20 novembre è stata pubblicata la Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Krajowa Izba Odwoławczą (Polonia) il 24 gennaio 2017 — Saferoad Grawil sp. z o.o., Saferoad Kabex sp. z o.o./Generalna Dyrekcja Dróg Krajowych i Autostrad Oddział w Poznaniu (Causa C-35/17), in cui si dispone: La Corte di giustizia dell’Unione europea con ordinanza del 13 luglio 2017 (Sesta Sezione) ha dichiarato che l’articolo 2, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, il principio della parità di trattamento e l’obbligo di trasparenza devono essere interpretati nel senso che essi ostano all’esclusione di un operatore economico dalla procedura di gara d’appalto pubblico in conseguenza dell’inosservanza, da parte di tale operatore, di un obbligo che non risulta espressamente dalla documentazione di tale procedura.

Corte di Giustizia UE, 22.11.2017 - Conclusioni C-531/16 – Appalti pubblici. Per la documentazione, da cui si evince quanto segue, cliccare sul link:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=197008&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=779110

Conclusione:

87.      Alla luce delle suesposte considerazioni, propongo alla Corte di rispondere nei seguenti termini al Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Corte suprema, Lituania):

«Gli articoli 45 TFUE e 56 TFUE nonché l’articolo 2 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, devono essere interpretati nel senso che, in circostanze come quelle del procedimento principale:

1.      in mancanza di un’espressa disposizione normativa o di una specifica previsione nel capitolato che disciplina le condizioni per l’assegnazione di un appalto di servizi, gli offerenti collegati che presentino offerte separate in una medesima procedura non sono necessariamente tenuti a comunicare i loro legami all’amministrazione aggiudicatrice;

2.      l’amministrazione aggiudicatrice ha l’obbligo di chiedere a detti offerenti le informazioni che ritenga necessarie qualora, alla luce degli elementi di valutazione disponibili nella procedura in discussione, nutra dubbi in ordine al rischio che la loro partecipazione simultanea possa pregiudicare la trasparenza e falsare la concorrenza tra i soggetti che intendono fornire il servizio».

Raccomandazione (UE) 2017/1805 della Commissione, del 3 ottobre 2017, relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici — Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 7 ottobre è stata pubblicata la Raccomandazione (UE) 2017/1805 della Commissione, del 3 ottobre 2017, relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici — Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici.

I.   DEFINIRE LA POLITICA DI PROFESSIONALIZZAZIONE DEGLI APPALTI PUBBLICI

1.

Gli Stati membri dovrebbero sviluppare e attuare strategie a lungo termine di professionalizzazione degli appalti pubblici, adattate alle loro esigenze e risorse nonché alla loro struttura amministrativa, in forma autonoma o nel quadro di politiche di professionalizzazione di più ampio spettro relative alla pubblica amministrazione. L'obiettivo è di attirare, sviluppare e mantenere le competenze, concentrarsi sulle prestazioni e sui risultati strategici, sfruttando nel modo migliore gli strumenti e le tecniche disponibili. È opportuno che dette strategie:

a)

si rivolgano a tutti i soggetti pertinenti che partecipano alle procedure di appalto e siano elaborate attraverso un processo inclusivo a livello nazionale, regionale e locale;

 

b)

siano applicate in coordinamento con le altre politiche in tutto il settore pubblico e

 

c)

facciano il punto degli sviluppi negli altri Stati membri e a livello internazionale.

 

2.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre incoraggiare e sostenere le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori nell'attuazione di strategie nazionali di professionalizzazione, nello sviluppo di iniziative professionalizzanti nonché di un'architettura istituzionale e una cooperazione appropriate per appalti pubblici più coordinati, efficienti e strategici basati, tra l'altro:

a)

su una maggiore cooperazione tra i servizi interessati e tra le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori nonché

 

b)

sulla competenza e sul sostegno degli istituti di formazione, delle centrali di committenza e delle organizzazioni professionali che gestiscono prevalentemente appalti.

II.   RISORSE UMANE — MIGLIORARE LA FORMAZIONE E LA GESTIONE DELLE CARRIERE

3.

Gli Stati membri dovrebbero individuare e definire il quadro di riferimento per le abilità e le competenze su cui ciascun professionista degli appalti pubblici dovrebbe essere formato e di cui dovrebbe disporre, tenendo conto del carattere multidisciplinare dei progetti di appalti, per quanto riguarda sia i funzionari responsabili specificamente degli appalti sia altre funzioni correlate, nonché i giudici e i revisori, quali:

a)

quadri delle abilità e delle competenze volti a sostenere i processi di gestione delle assunzioni e delle carriere e all'elaborazione di programmi di formazione e

 

b)

un quadro comune delle competenze per gli appalti pubblici a livello europeo.

 

4.

Gli Stati membri dovrebbero sviluppare adeguati programmi di formazione — iniziale e permanente — basati sui dati e sulla valutazione delle necessità, nonché, se disponibili, sui quadri delle competenze. Occorrerebbe ad esempio:

a)

sviluppare e/o sostenere lo sviluppo dell'offerta di formazione iniziale, a livello universitario e postuniversitario, e di altre formazioni professionali di livello iniziale;

 

b)

fornire e/o sostenere un'offerta ampia, mirata e accessibile di formazione e apprendimento permanenti;

 

c)

moltiplicare l'offerta di formazione attraverso soluzioni innovative e interattive o strumenti di apprendimento online nonché di formazioni per formatori e

 

d)

trarre vantaggio dalla cooperazione accademica e dalla ricerca al fine di sviluppare una solida base teorica per soluzioni in materia di appalti.

 

5.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre sviluppare e sostenere l'adozione da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori di solidi sistemi di gestione delle risorse umane, di pianificazione delle carriere e di motivazione specifici per le funzioni in materia di appalti pubblici al fine di attirare e trattenere personale qualificato in tali funzioni e di incoraggiare gli operatori a migliorare la qualità e ad adottare un approccio più strategico agli appalti pubblici, ad esempio mediante:

a)

sistemi di riconoscimento e/o di certificazione in grado di identificare e premiare adeguatamente le funzioni in materia di appalti pubblici;

 

b)

strutture di carriera, incentivi istituzionali e un sostegno politico per realizzare risultati strategici e

 

c)

premi di eccellenza per promuovere le buone pratiche in settori quali gli appalti pubblici innovativi, verdi e socialmente responsabili o la lotta alla corruzione.

III.   SISTEMI — FORNIRE STRUMENTI E METODOLOGIE

6.

Gli Stati membri dovrebbero incentivare e promuovere lo sviluppo e l'adozione di strumenti informatici accessibili in grado di semplificare e migliorare il funzionamento dei sistemi di appalti e ad esempio di:

a)

consentire l'accesso alle informazioni attraverso la creazione di portali unici online;

 

b)

sviluppare strumenti informatici e le formazioni corrispondenti (riguardanti ad esempio le economie di scala, l'efficienza energetica o il lavoro di squadra), oppure sostenere le corrispondenti soluzioni orientate al mercato e

 

c)

promuovere un approccio strategico alla digitalizzazione mediante la standardizzazione, la condivisione, il riutilizzo e l'interoperabilità dei prodotti e dei servizi, in particolare avvalendosi di soluzioni informatiche esistenti disponibili a livello dell'UE (10), e contribuire allo sviluppo di strumenti quali un catalogo online delle norme relative alle TIC per gli appalti (11).

 

7.

Gli Stati membri dovrebbero sostenere e promuovere l'integrità a livello individuale e istituzionale, quale parte integrante della condotta professionale, fornendo gli strumenti per garantire la conformità e la trasparenza e orientamenti sulla prevenzione delle irregolarità. Occorrerebbe ad esempio:

a)

definire codici etici e carte sull'integrità;

 

b)

avvalersi dei dati sulle irregolarità (12) come feedback per sviluppare orientamenti e formazioni corrispondenti, nonché per promuovere l'autodisciplina e

 

c)

sviluppare orientamenti specifici destinati a prevenire e individuare le frodi e la corruzione, anche attraverso sistemi di denuncia delle irregolarità.

 

8.

Gli Stati membri dovrebbero fornire orientamenti volti, da un lato, a dare certezza giuridica sul diritto dell'UE e nazionale o sulle prescrizioni derivanti da obblighi internazionali dell'UE e, dall'altro, ad agevolare e promuovere la riflessione strategica, le sentenze commerciali e le decisioni intelligenti/informate, quali:

a)

materiali di orientamento mirati, manuali metodologici e repertori delle buone pratiche e degli errori più comuni, che siano aggiornati, facilmente accessibili e utilizzabili nonché basati sull'esperienza degli operatori del settore e

 

b)

modelli standardizzati e strumenti utili per diverse procedure, quali i criteri in materia di appalti pubblici verdi.

 

9.

Gli Stati membri dovrebbero promuovere lo scambio di buone pratiche e sostenere gli operatori del settore per assicurare procedure di appalto professionali, cooperazione e trasmissione di conoscenza, provvedendo ad esempio a:

a)

fornire assistenza tecnica per mezzo di servizi di helpdesk, di assistenza telefonica diretta e/o di posta elettronica che rispondano prontamente;

 

b)

organizzare seminari e workshop per condividere i nuovi sviluppi giuridici, le priorità politiche e le buone pratiche e

 

c)

incoraggiare le comunità di operatori del settore attraverso forum online e reti sociali professionali.

IV.   SEGUITO DA DARE ALLA PRESENTE RACCOMANDAZIONE — RELAZIONI E MONITORAGGIO

10.

Si raccomanda che gli Stati membri informino la Commissione dei provvedimenti presi in risposta alla presente raccomandazione nel quadro delle relazioni presentate in conformità all'articolo 83 della direttiva 2014/24/UE, all'articolo 45 della direttiva 2014/23/UE e all'articolo 99 della direttiva 2014/25/UE.

1.3 Corte di Giustizia Ue C-223/16 su appalti pubblici

 

Oggi, giovedì 14 settembre, la Corte di Giustizia Ue si è espressa sulla Sentenza C-223/16 riguardante «Appalti pubblici – Articolo 47, paragrafo 2, e articolo 48, paragrafo 3, della direttiva 2004/18/CE – Articolo 63 della direttiva 2014/24/UE – Affidamento del concorrente sulle capacità di altri soggetti – Esclusione automatica dalla procedura di gara, prevista dalla normativa nazionale, di un concorrente che fa affidamento sulle capacità di un altro soggetto che, nel corso di tale procedura, perde le capacità richieste – Interpretazione del diritto nazionale conforme al diritto dell’Unione – Principio di proporzionalità – Forza maggiore». Per maggiori info e documentazione:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=194433&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=994867

La Corte (Prima Sezione) ha dichiarato:

L’articolo 47, paragrafo 2, e l’articolo 48, paragrafo 3, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale che esclude la possibilità per l’operatore economico, che partecipa a una gara d’appalto, di sostituire un’impresa ausiliaria che ha perduto le qualificazioni richieste successivamente al deposito della sua offerta, e che determina l’esclusione automatica del suddetto operatore.

1.1 Causa C-206/16: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 20 luglio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Appalti

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue dell’11 settembre è stata pubblicata la Causa C-206/16: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 20 luglio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — Marco Tronchetti Provera SpA e a./Commissione Nazionale per le società e la Borsa (Consob) (Rinvio pregiudiziale — Diritto delle società — Direttiva 2004/25/CE — Offerte pubbliche di acquisto — Articolo 5, paragrafo 4, secondo comma — Possibilità di rettificare il prezzo dell’offerta in circostanze e secondo criteri chiaramente determinati — Normativa nazionale che prevede la possibilità per l’autorità di vigilanza di aumentare il prezzo di un’offerta pubblica di acquisto in caso di collusione tra l’offerente o le persone che agiscono di concerto con il medesimo e uno o più venditori), il cui Dispositivo prevede:

L’articolo 5, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di acquisto, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che consente all’autorità nazionale di vigilanza di aumentare il prezzo di un’offerta pubblica di acquisto in caso di «collusione» senza precisare le condotte specifiche che caratterizzano tale nozione, a condizione che l’interpretazione della suddetta nozione possa essere desunta da tale normativa in modo sufficientemente chiaro, preciso e prevedibile, mediante metodi interpretativi riconosciuti dal diritto interno.

 

Appalti pubblici, trasmesse ed assegnate al Senato sentenze Ue

 

Nella seduta dell’Aula del Senato del 25 luglio è stato annunciato quanto segue (i testi delle sentenze si possono visualizzare cliccando sui sottoindicati numeri blu linkabili).

 

Sentenza della Corte (Quarta sezione) dell'8 dicembre 2016.   Causa C-553/15 (Undis Servizi Srl contro comune di Sulmona. Domanda di pronuncia pregiudiziale: Consiglio di Stato). Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici di servizi - Aggiudicazione dell'appalto senza indizione di una procedura di gara - Affidamento detto «in house» - Presupposti - Controllo analogo - Svolgimento dell'attività prevalente - Società affidataria a capitale pubblico partecipata da vari enti territoriali - Attività svolta altresì a favore di enti territoriali non soci - Attività imposta da un'autorità pubblica non socia (Doc. LXXXIX, n. 114), alla 1a Commissione. Dispositivo

1)

Nell’ambito dell’applicazione della giurisprudenza della Corte in materia di affidamenti diretti degli appalti pubblici detti «in house», al fine di stabilire se l’ente affidatario svolga l’attività prevalente per l’amministrazione aggiudicatrice, segnatamente per gli enti territoriali che siano suoi soci e che lo controllino, non si deve ricomprendere in tale attività quella imposta a detto ente da un’amministrazione pubblica, non sua socia, a favore di enti territoriali a loro volta non soci di detto ente e che non esercitino su di esso alcun controllo. Tale ultima attività deve essere considerata come un’attività svolta a favore di terzi.

 

2)

Al fine di stabilire se l’ente affidatario svolga l’attività prevalente per gli enti territoriali che siano suoi soci e che esercitino su di esso, congiuntamente, un controllo analogo a quello esercitato sui loro stessi servizi, occorre tener conto di tutte le circostanze del caso di specie, tra le quali, all’occorrenza, l’attività che il medesimo ente affidatario abbia svolto per detti enti territoriali prima che divenisse effettivo tale controllo congiunto.

 

Sentenza della Corte (Quarta sezione) del 6 ottobre 2016. Causa C-318/15 (Tecnoedi Costruzioni Srl contro comune di Fossano. Domanda di pronuncia pregiudiziale: tribunale amministrativo regionale per il Piemonte). Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici di lavori - Direttiva 2004/18/CE - Articolo 7, lettera c) - Importi delle soglie degli appalti pubblici - Soglia non raggiunta - Offerte anormalmente basse - Esclusione automatica - Facoltà dell'amministrazione aggiudicatrice - Obblighi dell'amministrazione aggiudicatrice derivanti dalla libertà di stabilimento, dalla libera prestazione dei servizi e dal principio generale di non discriminazione - Appalti tali da presentare un interesse transfrontaliero certo (Doc. LXXXIX, n. 116), alla 8a Commissione. Dispositivo

La domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte (Italia) con ordinanza del 29 aprile 2015 è irricevibile.

 

Sentenza della Corte (Nona sezione) del 10 novembre 2016. Causa C-199/15 (Ciclat Soc. Coop. contro Consip Spa e Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Domanda di pronuncia pregiudiziale: Consiglio di Stato). Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2004/18/CE - Articolo 45 - Articoli 49 e 56 del TFUE - Appalti pubblici - Condizioni di esclusione da una procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi - Obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali - Documento unico di regolarità contributiva - Rettifica di irregolarità (Doc. LXXXIX, n. 117), alla 8a Commissione. La Corte (Nona Sezione) dichiara:

L’articolo 45 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, deve essere interpretato nel senso che non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che obbliga l’amministrazione aggiudicatrice a considerare quale motivo di esclusione una violazione in materia di versamento di contributi previdenziali ed assistenziali risultante da un certificato richiesto d’ufficio dall’amministrazione aggiudicatrice e rilasciato dagli istituti previdenziali, qualora tale violazione sussistesse alla data della partecipazione ad una gara d’appalto, anche se non sussisteva più alla data dell’aggiudicazione o della verifica d’ufficio da parte dell’amministrazione aggiudicatrice.

 

Sentenza della Corte (Quarta sezione) del 5 aprile 2017. Causa C-391/15 P. (Marina del Mediterraneo SL e altri contro Agencia Pública de Puertos de Andalucía - osservazioni da parte dell'Italia. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Andalucía). Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici - Procedure di ricorso - Direttiva 89/665/CEE - Articolo 1, paragrafo 1 - Articolo 2, paragrafo 1 - Decisione dell'autorità aggiudicatrice di ammettere un operatore economico a presentare un'offerta - Decisione non impugnabile con ricorso secondo la normativa nazionale applicabile (Doc. LXXXIX, n. 124), alla 8a Commissione. Dispositivo

1)

L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all’applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, come modificata dalla direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, devono essere interpretati nel senso che, in una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale, ostano a una normativa nazionale in forza della quale la decisione di ammettere un offerente alla procedura di aggiudicazione, decisione che si asserisce violi il diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici o la normativa nazionale che lo traspone, non figura tra gli atti preparatori di un’autorità aggiudicatrice che possono essere oggetto di un ricorso giurisdizionale autonomo.

 

2)

L’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 89/665, come modificata dalla direttiva 2007/66, hanno effetto diretto.

Apertura dei mercati degli appalti pubblici nei principali paesi terzi - ultimo studio

 

Questa relazione valuta l'apertura dei mercati degli appalti pubblici nei principali paesi terzi di interesse per l'UE.

Fornisce una panoramica comparativa delle caratteristiche di regolamentazione e di accesso ai mercati degli Stati Uniti, del Brasile, dell'India, della Cina e dei mercati di approvvigionamento dei Giapponesi, con riferimento al regolamento e all'applicazione dell'appalto nell'UE. La relazione valuta i dati disponibili sia sui livelli de jure che sullo stato di apertura di questi mercati per presentare alcune conclusioni di valore per la creazione di politiche sia nell'ambito dell'UE che nelle sue relazioni commerciali con i paesi terzi chiave. Documentazione:

Study on "Openness of public procurement markets in key third countries"

Causa C-131/16: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) dell’11 maggio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajowa Izba Odwoławcza — Polonia) — Principi di aggiudicazione degli appalti

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 24 luglio è stata pubblicata la Causa C-131/16: Sentenza della Corte (Ottava Sezione) dell’11 maggio 2017 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajowa Izba Odwoławcza — Polonia) — Archus sp. z o.o., Gama Jacek Lipik/Polskie Górnictwo Naftowe i Gazownictwo S.A. (Rinvio pregiudiziale — Appalti pubblici — Direttiva 2004/17/CE — Principi di aggiudicazione degli appalti — Articolo 10 — Principio di parità di trattamento tra gli offerenti — Obbligo degli enti aggiudicatori di chiedere agli offerenti di modificare o di integrare la loro offerta — Diritto dell’ente aggiudicatore di trattenere la garanzia bancaria in caso di rifiuto — Direttiva 92/13/CEE — Articolo 1, paragrafo 3 — Procedure di ricorso — Decisione di aggiudicazione di un appalto pubblico — Esclusione di un offerente — Ricorso di annullamento — Interesse ad agire), il cui Dispositivo prevede: 1) Il principio di parità di trattamento degli operatori economici stabilito dall’articolo 10 della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che, nell’ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico, l’amministrazione aggiudicatrice inviti un offerente a presentare le dichiarazioni o i documenti la cui comunicazione era richiesta dal capitolato d’oneri e che non sono stati presentati nel termine stabilito per presentare le offerte. Tale articolo non osta, invece, a che l’amministrazione aggiudicatrice inviti un offerente a chiarire un’offerta o a rettificare un errore materiale manifesto contenuto in quest’ultima, a condizione che, tuttavia, un tale invito sia rivolto a qualsiasi offerente che si trovi nella stessa situazione, che tutti gli offerenti siano trattati in modo uguale e leale e che tale chiarimento o tale rettifica non possa essere assimilato alla presentazione di una nuova offerta, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare. 2) La direttiva 92/13/CE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all’applicazione delle norme comunitarie in materia di procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni, come modificata dalla direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, deve essere interpretata nel senso che, in una situazione come quella di cui al procedimento principale, in cui una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico ha dato luogo alla presentazione di due offerte e all’adozione, da parte dell’amministrazione aggiudicatrice, di due decisioni in contemporanea recanti rispettivamente rigetto dell’offerta di uno degli offerenti e aggiudicazione dell’appalto all’altro, l’offerente escluso, che ha presentato un ricorso avverso tali due decisioni, deve poter chiedere l’esclusione dell’offerta dell’offerente aggiudicatario, in modo tale che la nozione di «un determinato appalto», ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 92/13, come modificata dalla direttiva 2007/66, può, se del caso, riguardare l’eventuale avvio di una nuova procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico.

Causa T-207/16 R: Ordinanza del presidente del Tribunale 8 maggio 2017 —Appalti pubblici

 

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 17 luglio è stata pubblicata la Causa T-207/16 R: Ordinanza del presidente del Tribunale 8 maggio 2017 — Aristoteleio Panepistimio Thessalonikis/Commissione («Procedimento sommario — Appalti pubblici — Notifica dell’esclusione — Avviso di verifica — Domanda di sospensione dell’esecuzione — Difetto del presupposto dell’urgenza»).

Parti

Ricorrente: Aristoteleio Panepistimio Thessalonikis (Tessalonica, Grecia) (rappresentante: V. Christianos, avvocato)

Resistente: Commissione europea (rappresentanti: S. Delaude e A. Katsimerou, agenti)

Oggetto: Domanda basata sugli articoli 278 e 279 TFUE e diretta alla sospensione dell’esecuzione della decisione di esclusione generale del ricorrente, nonché delle decisioni di inclusione e di attivazione della notifica d’esclusione riguardante il ricorrente nel sistema di allarme rapido o nel sistema di individuazione precoce e di esclusione.

Dispositivo

1)

La domanda di provvedimenti sommari è respinta.

 

2)

Le spese sono riservate.

Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-701/15 su appalti pubblici e Aeroporto Malpensa - In data odierna, giovedì 13 luglio, la Corte di Giustizia Ue ha pronunciato la Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-701/15 su appalti pubblici e Aeroporto Malpensa. La controversia oggetto del presente rinvio pregiudiziale sorge nell’ambito dei rapporti intercorrenti fra l’ente di gestione dell’aeroporto di Milano Malpensa e due delle società che prestano servizi di assistenza a terra in tale aeroporto. Una di esse (Malpensa Logistica Europa S.p.A.; in prosieguo: la «Malpensa Logistica») impugna la decisione della SEA che ha concesso direttamente alla controinteressata (Beta-Trans S.p.A.; in prosieguo: la «Beta-Trans»), l’utilizzo temporaneo di un determinato impianto aeroportuale, senza la previa indizione di una gara.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Italia), chiamato a statuire sull’impugnazione, si trova ad esaminare alcune disposizioni nazionali regolanti l’aggiudicazione di appalti pubblici che, a suo parere, si discostano da quelle che disciplinano i servizi di assistenza aeroportuale. Poiché sia le une che le altre costituiscono, rispettivamente, trasposizione della direttiva 2004/17/CE e della direttiva 96/67/CE, detto giudice chiede alla Corte di interpretare il diritto dell’Unione onde acclarare se l’attribuzione dello spazio assegnato alla Beta‑Trans dovesse essere preceduta da una procedura selettiva soggetta alle norme in materia di appalti pubblici.

Per la documentazione:

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=192697&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=118025

La Corte ha dichiarato che L’articolo 7 della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale, come quella in discussione nel procedimento principale, che non prevede una previa procedura di gara pubblica per le assegnazioni, anche temporanee, di spazi destinati all’assistenza aeroportuale a terra che non sono accompagnate dal versamento di un corrispettivo da parte del gestore dell’aeroporto.

Esame di un documento su mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi - Lunedì 10 luglio, presso la Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, è in corso di esame un Documento di lavoro su Accesso di beni e servizi di paesi terzi al mercato interno degli appalti pubblici dell'Unione europea e procedure a sostegno dei negoziati sull'accesso di beni e servizi dell'Unione europea ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, che è visibile cliccando sul link ed andando al “punto 10”

http://www.emeeting.europarl.europa.eu/committees/agenda/201707/INTA/INTA(2017)0710_1/sitt-6312058

La premessa del documento è la seguente: Nel marzo 2012 la Commissione ha pubblicato la sua prima proposta legislativa su "Appalti pubblici: l'accesso dei beni e dei servizi di paesi terzi al mercato interno dell'Unione e le procedure che sostengono i negoziati sull'accesso dei beni e dei servizi dell'Unione ai mercati dei paesi terzi". L'idea principale della proposta della Commissione era migliorare le condizioni alle quali le imprese dell'Unione europea possono competere per gli appalti pubblici nei paesi terzi e rafforzare la posizione dell'Unione europea nel negoziare le condizioni di accesso dei beni, dei servizi e dei fornitori dell'UE agli appalti pubblici mercati. La proposta prevedeva una procedura decentralizzata e centralizzata per beni e servizi che non beneficiano degli impegni di accesso al mercato. Nella procedura decentrata, la Commissione potrebbe approvare che le autorità/enti aggiudicatori escludano le offerte qualora il valore delle merci e dei servizi non coperti superi il 50% del valore totale delle merci e dei servizi inclusi nell'offerta nel caso in cui vi sia stata una mancanza di reciprocità sostanziale. Apertura tra l'UE e il paese da cui provengono le merci e/o i servizi. Inoltre, questa proposta con il pilastro centralizzato ha istituito un meccanismo dell'UE per aumentare ulteriormente la leva dell'UE nei negoziati internazionali sull'accesso al mercato, sulla base delle indagini della Commissione, della consultazione con i paesi terzi e, se del caso, l'imposizione di misure restrittive temporanee da parte della Commissione. La plenaria ha adottato 85 emendamenti il ​​15 gennaio 2014 senza tuttavia adottare una risoluzione legislativa e quindi senza chiudere la prima lettura. Con questi emendamenti, il Parlamento ha cercato di costruire un ponte tra i proponenti e gli avversari della proposta. Il documento indica poi le proposte di modifica del Parlamento.




 

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