LE RISORSE PER INFRASTRUTTURE
1)
RISORSE INFRASTRUTTURE 2009-2011
Le stime recenti sulla reale portata del deficit
infrastrutturale italiano parlano di un ritardo di 100 miliardi di euro di
investimenti. L’Italia per adeguare la propria rete di trasporti necessita
di 120 miliardi di euro. L’inadeguatezza della nostra dotazione
infrastrutturale si riflette in modo pesante sull’efficienza del sistema dei
trasporti, proprio quando quest’ultimo, per effetto della rivoluzione logistica
e dell’introduzione su vasta scala dell’informatica e della telematica, assume
un ruolo decisivo nella competizione tra territori.
Gli effetti di questo gap si sono poi ulteriormente
ampliati con la crisi mondiale che colpisce la finanza e l’economia “reale”.
Il monitoraggio analitico condotto annualmente
dall’IGI, sulle risorse statali destinate ad infrastrutture, monitoraggio che
ha come base informativa fondamentale il bilancio di previsione e la legge
finanziaria, che assegnano risorse per il triennio successivo, ci fornisce un
quadro complessivo dell’effettiva portata degli investimenti pubblici nel
comparto delle infrastrutture e quindi evidenzia la portata degli interventi e
delle misure che, nel corso dell’ultimo decennio, hanno attuato i governi
succedutisi.
Il quadro degli investimenti è evidenziato per
trienni, come previsto dalla portata delle manovre economiche e di bilancio:
Ultima in ordine di tempo e di recente approvata è la Manovra
per il triennio 2008-2010: evidenzia un’impegnabilità complessiva di 75,8
miliardi, con un taglio di circa 3,7 miliardi rispetto alla passata manovra (senza
l’aggiunta dei 2,3 mld provenienti dal decreto cosiddetto “salvacrisi”, il gap
con il 2007 salirebbe a 6 miliardi)
Il totale degli
investimenti in opere pubbliche, previsto dalla manovra per il triennio
2007-2009, indica un’impegnabilità di risorse di circa 78,5 miliardi.
Mentre, le risorse impegnabili in infrastrutture nel
triennio 2006-2008, ammontano a 74,2 miliardi di euro.
Il totale delle risorse destinate ad opere pubbliche
per il periodo 2005-2007 ha
invece complessivamente raggiunto quota 79 mld euro circa.
L’impegnabilità complessiva del triennio 2004-2006
ammonta invece a 85 miliardi di
euro.
Per il 2003, (portata finanziaria 2003/2005), la quota
di risorse destinate dallo stato alle infrastrutture è stata stimata sui 75 mld
di euro.
Per triennio successivo, 2002-2004, le risorse
impegnabili per infrastrutture ammontavano a 78,1 miliardi di euro.
Pel triennio 2001-2003 le risorse impegnabili per le
infrastrutture ammontavano 75,2 miliardi di euro.
Rapporto trienni/impegnabilità (cifre espresse in mld euro)
2) LA MANOVRA IN SINTESI
Finanziaria particolarmente snella quella di
quest’anno, composta da tre soli articoli e diventata legge senza ricorso al
voto di fiducia. La Finanziaria 2009 prospetta, rispetto alle previsioni del
DPEF ed alle assegnazioni delle passate manovre, un sostanzioso taglio, come
evidenziato nelle tabelle e nei dati presentati, quantificabile in circa 6 mld,
sceso poi a 3,7 mld grazie al gettito predisposto dal DL “salva crisi”.
Tagli drastici ad ANAS e Ferrovie. Da 1,7 mld (1,5
dalla LF 2008 e 200 mln dal “tesoretto”) previsti per ANAS dalla manovra 2008,
si scende a 1,2 mld in quella di quest’anno, mentre ancora più sostanziosa si
rivela la contrazione delle risorse per Ferrovie, da 3,5 mld si scende a 2,3
mld.
Il fondo della legge obiettivo, nonostante nel DPEF
il ministro delle Infrastrutture avesse chiesto 14 miliardi aggiuntivi in tre
anni, di cui 4 miliardi nel 2009, non riceve risorse; non solo, il Ddl
Finanziaria taglia anche le risorse per gli investimenti stradali e ferroviari
“ordinari”.
3) LE PRINCIPALI MISURE NEL COMPRATO INFRASTRUTTURE
Piano casa: Il piano sarà finanziato con il coinvolgimento di
capitali pubblici e privati ed è rivolto
alla costruzione di nuove abitazioni ed alla realizzazione di misure di
recupero del patrimonio abitativo esistente.
Per l`attuazione degli interventi
previsti, viene istituito un Fondo nel quale confluiscono le risorse
finanziarie di cui all`art. 1, comma 1154, della L. 296/06 (legge finanziaria
2007), degli articoli 21, relativo al programma straordinario di edilizia
residenziale pubblica, 21-bis, relativo ai contratti di quartiere, ad eccezione
di quelle già iscritte nei bilanci degli enti destinatari e impegnate, nonchè
le risorse dell`art. 41, relativo all`incremento del patrimonio immobiliare
destinato alla locazione di edilizia abitativa, del DL 159/07, convertito dalla
L. 222/07.
Abrogazione della revoca delle
concessioni TAV: viene previsto che
per effetto delle revoche delle concessioni rilasciate alla TAV S.p.a.
dall`Ente Ferrovie dello Stato il 7 agosto 1991 e il 16 marzo 1992 e
dell`autorizzazione rilasciata al Concessionario della Rete Ferroviaria
Italiana S.p.a., di cui al comma 8-sexiesdecies, dell`art. 13, del DL 7/07,
convertito dalla L. 40/07, i rapporti convenzionali stipulati da TAV S.p.a. con
i contraenti generali in data 15 ottobre 1991 e 16 marzo 1992 continuano senza
soluzione di continuità con RFI S.p.a. Viene, altresì, disposto che i relativi
atti integrativi prevedono la quota di lavori che deve essere affidata dai
contraenti generali ai terzi mediante procedura concorsuale conforme alle
previsioni delle direttive comunitarie.
Vengono, inoltre, abrogati i commi
8-septiesdecies e 8-undevicies, del suddetto art. 13, relativi,
rispettivamente, all`accertamento e al rimborso, da parte dell`Ente Ferrovie
dello Stato S.p.a. degli oneri delle attivita` progettuali e preliminari ai
lavori di costruzione oggetto di revoca; alla relazione che il Governo
trasmette al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno sugli effetti
economici-finanziari derivanti dall`attuazione delle disposizioni relative alla
revoca delle concessioni TAV.
In corso d`esame è stato soppresso
il riferimento al comma 8-duodevicies, dell`art. 13, del DL 7/07, convertito
dalla L. 40/07, che di conseguenza, non risulta più abrogato. Viene previsto, a
decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, l`inserimento di un
comma aggiuntivo all`art. 21- quinquies, della L. 241/90 che riproduce il
contenuto del suddetto comma 8-duodevicies che dispone che l`indennizzo dovuto
dalla pubblica amministrazione, nei casi di revoca di un atto amministrativo
che incida su rapporti negoziali, venga parametrato al solo danno emergente e
tenga conto sia della conoscenza da parte dei contraenti della contrarietà
all`interesse pubblico dell`atto stesso, sia dell`eventuale concorso dei
contraenti alla erronea valutazione della compatibilità dell`atto con
l`interesse pubblico.
EXPO Milano 2015: viene autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per
l`anno 2009, 45 milioni di euro per l`anno 2010, 59 milioni di euro per l`anno
2011, 223 milioni di euro per l`anno 2012, 564 milioni di euro per l`anno 2013,
445 milioni di euro per l`anno 2014 e 120 milioni per l`anno 2015 per la
realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande
evento. A tale fine il Sindaco di Milano pro tempore è nominato commissario
straordinario del Governo per l`attività preparatoria urgente.
Fondo per il finanziamento di
interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale di livello
nazionale (dal 2009), ivi comprese le
reti di telecomunicazione e le reti energetiche, di cui è riconosciuta la
valenza strategica ai fini della competitività e della coesione del Paese. Sul
Fondo confluiscono le risorse nazionali previste per l`attuazione del Quadro
strategico nazionale (QSN) 2007-2013
in favore di programmi infrastrutturali di rilevanza
strategica nazionale, di progetti speciali e di riserve premiali definite dal
CIPE con delibera n. 166 del 2007
Attrazione degli investimenti e
realizzazione di progetti di sviluppo di impresa: viene previsto che, con particolare riferimento alle
aree del Mezzogiorno, con apposito decreto siano definiti i criteri, le
condizioni e le modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie a
sostegno degli investimenti privati e per la realizzazione di interventi
complementari e funzionali. Il suddetto decreto, tra l`altro, provvede: ad individuare
le attività, le iniziative, le categorie di imprese, il valore minimo degli
investimenti e le spese rientranti nell`agevolazione; ad affidare all`Agenzia
nazionale per l`attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. i
compiti per la gestione dell`intervento; a stabilire le modalità di
cooperazione con le Regioni e gli Enti locali interessati, nonchè a
disciplinare una procedura accelerata per cui l`Agenzia nazionale per
l`attrazione degli investimenti e lo sviluppo d`impresa possa chiedere al
Ministro dello Sviluppo economico la convocazione di conferenze di servizi.
Le agevolazioni finanziarie e la
realizzazione degli interventi complementari e funzionali possono essere
finanziati con le risorse disponibili assegnate ad apposito Fondo, istituito
nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo economico, in cui
confluiscono le risorse ordinarie disponibili a legislazione vigente già
attribuite al Ministero dello Sviluppo economico in virtù di Piani pluriennali
di intervento e del Fondo per le aree sotto utilizzate, di cui all`art. 61,
della L. 289/02 (legge finanziaria 2003), relativamente ai programmi previsti
dal Quadro strategico nazionale 2007-20013 e in conformità alle priorità nello
stesso individuate.
Istituzione di un Fondo per la promozione e il sostegno dello sviluppo
del trasporto locale, con una
dotazione di 113 milioni per il 2008, 130 milioni per il 2009 e 110 milioni
annui per il 2010 e il 2011; le suddette risorse sono ripartite con decreto del
Ministro delle Infrastrutture: nel triennio 2008-2011 le risorse sono ripartite
in pari misura tra le varie finalità, mentre dal 2011 si terrà conto di
principi di premialità che incentivino l`efficienza dei servizi, la mobilità
pubblica e la tutela ambientale.
Edilizia sanitaria – 1,1 mld
destinati all’edilizia sanitaria ed alle infrastrutture connesse.
Ci sono, come già evidenziato in
precedenza, da considerare altri 2,5 mld
provenienti dal decreto “salvacrisi”.
In sintesi, il decreto in
questione prevede:
-
iter accelerato per
le opere pubbliche ritenute «prioritarie per lo sviluppo economico del
territorio»;
-
nomina di commissari che dovranno vigilare su
tutte le «fasi di realizzazione dell'investimento» e che quindi seguiranno ogni
progetto dall'inizio alla fine, decidendo anche al posto delle amministrazioni
interessate.
-
abolizione della
sospensiva del Tar.
4) IL PROGRAMMA DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE: UN QUADRO D’INSIEME
Il fondo della Legge Obiettivo (alimentato fin qui
con quasi 15 mld), nonostante nel DPEF 2009 il ministro delle Infrastrutture
avesse chiesto 14 miliardi aggiuntivi in tre anni, di cui 4 miliardi nel 2009,
non riceve nella Finanziaria risorse aggiuntive.
Se andiamo nel dettaglio, si rileva che, sul capitolo
speciale per la Legge Obiettivo, sono stati stanziati nel periodo 2002-2008
una media di 1,9 miliardi di euro all’anno; il ministro delle Infrastrutture,
come accennavamo, aveva proposto nell’allegato al Dpef di giugno di aumentare
la quota di fondi per le grandi opere a 4 miliardi di euro per il 2009, e
cinque per ciascuno degli anni 2010 e 2011; il Tesoro ha però frenato le
richieste del Ministero delle Infrastrutture, perché gli interventi, secondo le
stime del Ministro Tremonti, avrebbero dovuto essere realizzati attraverso gli
strumenti del project financing, della Cassa depositi e prestiti e della
riprogrammazione dei fondi Fas (Fondo aree sottoutilizzate).
Per quanto concerne la questione della riprogrammazione
dei fondi Fas 2007-2013 voluta dal decreto legge 112 dell’agosto scorso (articolo 6-quinquies), il Cipe si appresta a varare la riprogrammazione del Fas (Fondo aree
sottoutilizzate) e distribuire i 7,3 miliardi già assegnati (seduta dic. 2008)
al "fondo infrastrutture". Su queste risorse si concentrano le
attenzioni principali.
In realtà, 3,7 miliardi sono in effetti “parte
corrente” (stipendi e spese non destinate ad investimenti di Fs e Tirrenia) ne
restano da assegnare circa 3,7 cui vanno aggiunti 2,3 miliardi della legge
obiettivo: in tutto sei miliardi.
Tolti 800 milioni, già assegnati al Mose; è sui
restanti 3 miliardi che verte la questione principale, in quanto il Governo
sembra intenzionato a puntare tutto sulle grandi opere, mentre le associazioni
di categoria spingono sul versante delle piccole e medie opere (comunali per lo
più), per evitare una crisi totale, che paralizzerebbe centinaia di imprese,
accelerando notevolmente il trend di disoccupazione che sta seriamente
minacciando l’intera categoria.
Con le Finanziarie
2007 e 2008, sono stati stanziati a favore delle opere di Legge Obiettivo oltre 6,3 mld. Il successivo DL n.
159/2007 ha stanziato un ulteriore miliardo di euro alle opere inserite
nel Programma.
Rammentiamo che il primo Programma, del dicembre 2001,
conteneva 138 macro-interventi con un costo di 125 miliardi di euro. Con la
delibera 130/2006 il CIPE ha preso atto del nuovo importo complessivo del
Programma pari a 173 miliardi di euro, dovuto principalmente dell'inserimento
di nuove opere e ad aumenti di costo.
In conclusione, tenuto conto di
tutte le opere approvate a oggi dal CIPE, delle ulteriori opere prioritarie del DPEF, il perimetro rilevante ai fini della corretta
individuazione delle dimensioni del Programma ha un costo di oltre 111 miliardi
di euro.
A fronte di tale costo, risultano disponibili 14,9
miliardi di euro a valere sulle risorse stanziate nella varie manovre a favore Legge Obiettivo e 60,4 miliardi di euro rinvenienti
da altre fonti finanziarie; il fabbisogno residuo è di 36,2 miliardi di
euro, pari al 32,4 per cento del costo totale.
Il 71 per cento dei 60,4 miliardi
provenienti da altre fonti finanziarie (circa 43 mld euro) è riferito a coperture
asseverate dal CIPE in sede di esame delle singole opere, mentre il restante 29 per cento (17
miliardi e mezzo) è già programmato a copertura delle opere del DPEF Infrastrutture 2008 – 2012
con risorse già validate lungo il corso delle sedute del CIPE sin qui avutesi.
Il Cipe, come accennavamo, nella riunione del dicembre
scorso, ha deliberato una prima assegnazione di 7,3 miliardi di euro al Fondo
Infrastrutture, previsto dal decreto anti-crisi 185/2008. Le risorse provengono
dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate. In linea con quanto stabilito dalla
legge, l’85% dei finanziamenti è destinato al Mezzogiorno. A questi
stanziamenti, si aggiungono, una quota ancora da definire (destinata al
finanziamento della sesta tranche del Mose) dei 2,3 miliardi previsti dal
decreto anti-crisi ed ulteriori 7 miliardi di risorse private e project
financing. Il totale degli investimenti finanziati ammonta a 16,6 miliardi.
E’ stato anche approvato il progetto preliminare
dell’autostrada tirrenica Rosignano-Civitavecchia, con un costo di 3,8 miliardi
interamente a carico dei privati. Nel corso della riunione del CIPE è stato
dato il via libera al progetto del Terzo Valico dei Giovi, al quale è destinato
circa 1 miliardo di euro.
Il ministro Matteoli ha di recente confermato la
disponibilità dei 16,6 miliardi da parte del Governo, con cantieri da far
partire già nel 2009.
La risposta all’impegno assunto dal Dicastero presieduto
da Matteoli è venuta dalla seduta del CIPE del 6 marzo scorso, in cui il
Comitato ha dato il via libera a un pacchetto di 17,8 miliardi per le
infrastrutture: ai 16,6 miliardi previsti originariamente (quelli garantiti dal
Ministro appunto) si sono aggiunti infatti 1,2 miliardi per le infrastrutture
per l'edilizia scolastica e quella carceraria. Sono 1.510 milioni di euro le
risorse che, nell'ambito del pacchetto complessivo varato dal Cipe di 17,8
miliardi di euro, andranno a finanziare le “reti di trasporto e i sistemi
metropolitani”. L'elenco delle opere che beneficeranno di questo contributo
pubblico riguardano le opere connesse a Expo 2015, Linea C metropolitana
Roma, Rete metropolitana regionale campana, Reti metropolitane di Palermo e Catania,
Investimenti Catania, Sistemi urbani e metropolitani di Bari e di Cagliari,
Adeguamento sistemi metropolitani di Parma, Brescia e Bologna, Aeroporto di
Vicenza, Sistemi di trasporto lacuale.
Andranno al Mezzogiorno circa 4.2 miliardi di euro
delle risorse pubbliche (si tratta del 49% delle risorse pubbliche), nel rispetto
del vincolo di destinazione del Fas.
Il Cipe ha stanziato, inoltre, 2 miliardi per “interventi stradali”, tra i
quali figurano il Tunnel di sicurezza del Frejus, il Sistema Pedemontana Lecco Bergamo,
il completamento della Salerno-Reggio Calabria.
Varato anche un contributo di 2.750 milioni di euro
per interventi ferroviari, soprattutto per l'alta velocità, è stato inoltre
stabilito, nell'ambito delle misure varate dal Cipe, anche un fondo da 9 miliardi di euro
nelle disponibilità della presidenza del Consiglio cui i ministri. Man mano che
saranno pronti i progetti di intervento immediatamente realizzabili, ovvero,
secondo quanto stabilito dalle direttive del Ministero Infrastrutture, quelle
opere ''che possono partire subito, da qui a sei mesi'', suddivise tra Nord e
Sud, le stesse potranno attingere rivolgendosi alla presidenza del Consiglio.
Questi i dettagli di alcune delle grandi opere che
hanno ottenuto l'ok del Cipe:
PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA
Il costo totale dell'opera è' stato confermato dal
Cipe a settembre scorso in 6,1 miliardi e le risorse che il Cipe doveva varare
e che hanno ottenuto l'ok sono pari a 1,3 miliardi. Concessionaria è la Stretto
di Messina spa; già definita la progettazione preliminare, la gara per la
realizzazione del ponte è stata vinta da una cordata guidata da Impregilo (con
la spagnola Sacyr, Condotte D'Acqua, Cmc, la giapponese Ishikawajima-Harima,
Aci Scpa). Prossima tappa il progetto definitivo. La posa della prima pietra è
fissata per l'autunno 2010.
AUTOSTRADA A3
Dei 443 chilometri complessivi del vecchio tracciato,
190 sono i nuovi chilometri aperti al traffico. Altri 180 chilometri sono in
costruzione o in fase di avvio. Mancano ulteriori 70 chilometri da cantierare,
suddivisi in più lotti. Per il completamento degli ultimi tratti
dell'infrastruttura strategica per il collegamento tra Nord e Sud, il
Cipe stanzia 1.800 milioni.
106 JONICA
La strada statale 106 Jonica è si estende da Taranto a
Reggio Calabria per 491 chilometri. L'ampliamento a 4 corsie è già completo nel
tratto pugliese (39 chilometri), cantieri sono in corso in Basilicata e in
Calabria. La nuova Jonica sarà completamente integrata con la Salerno-Reggio
mediante trasversali di collegamento.
BRE-BE-MI
L'opera
è inserita in un contesto di viabilità efficiente, interconnessa con il
corridoio transeuropeo 5 Barcellona-Kiev ed è una delle infrastrutture più
attese, per la riduzione degli attuali livelli di congestione lungo la direttrice
Milano-Brescia. La convenzione sottoscritta nel marzo 2007 da Cal Spa (società
mista Anas e Regione Lombardia) e Brebemi, prevede investimenti per 1,7
miliardi.
PEDEMONTANA
L'autostrada
Pedemontana Lombarda lunga 87 chilometri, collegherà 6 province (Bergamo,
Lecco, Monza e Brianza, Milano, Como e Varese), in un territorio abitato da 4
milioni di persone dove operano oltre 300.000 imprese. 4.325 milioni il costo
complessivo.
L'avvio
dei cantieri è per il 2010, l'apertura al traffico nel 2015.
Ulteriori
risorse per le “Grandi Opere” potrebbero inoltre giungere in Italia grazie
all’accordo firmato l’8 ottobre 2008 a Lussemburgo dal nostro Governo. 15
miliardi per il finanziamento delle opere inserite nel piano decennale delle
Infrastrutture strategiche del governo italiano. Tra queste: la Torino-Lione, il Mose di Venezia e il completamento della Salerno-Reggio Calabria.
Il
volume di finanziamenti che la Bei
potrà mettere a disposizione dei progetti che verranno presentati sarà
dell'ordine di 15 miliardi di euro nel quinquennio 2008-2012.
Si
tratta però solo di un prestito, da contrarre con la BEI, a condizioni particolarmente
vantaggiose (tassi agevolati, possibili periodi di sospensione delle rate di
rimborso, ammortamento di 20-25 anni). L’operazione rientra tra i progetti
prioritari stabiliti in sede UE ed finalizzato a facilitare gli investimenti da
parte delle piccole e medie imprese e continuare a finanziare le grandi
infrastrutture europee principalmente nei settori dei trasporti e dell'energia.
Di fronte alle restrizioni del quadro generale di
finanza pubblica, pur con gli interventi attuati in sede comunitaria, il
problema del reperimento delle risorse per la realizzazione delle opere
pubbliche rimane un tema centrale nelle politiche delle amministrazioni a tutti
i livelli.
Una delle risposte, e quindi uno dei modelli possibili
di intervento, specie se si vuol far decollare l’ambizioso progetto delle
“Grandi Opere” della Legge Obiettivo, è quello delle partnership
pubblico-privato che, sulla base di un principio di sussidiarietà, vedono un
coinvolgimento attivo dei soggetti privati nella realizzazione e gestione di
interventi infrastrutturali anche complessi.
Il recente adeguamento normativo operato dal Terzo Correttivo al Codice degli Appalti
ha modificato e innovato la disciplina delle partnership pubblico-privato, in
particolare per quanto riguarda il project
financing. Procedure, ruoli, responsabilità nella realizzazione di opere in
finanza di progetto sono state profondamente rivisitati con l'obiettivo di semplificare gli iter e rendere la
finanza di progetto uno strumento di finanziamento sempre più diffuso.
Aggiornamento SAL opere approvate CIPE “Legge Obiettivo”
|
|
Dati
31.12.2008
|
Previsione
31.12.2009
|
Previsione
31.12.2010
|
Previsione
31.12.2011
|
Previsione
31.12.2012
|
|
Meuro
|
%
|
Meuro
|
%
|
Meuro
|
%
|
Meuro
|
%
|
Meuro
|
%
|
|
PP/PD e gare
|
33.908
|
45,5%
|
28.937
|
38,8%
|
9.313
|
12,5%
|
5.543
|
7,4%
|
2.502
|
3,4%
|
|
lavori affidati
|
14.162
|
19,0%
|
12.459
|
16,7%
|
16.430
|
22,1%
|
10.149
|
13,6%
|
3.719
|
5,0%
|
|
lavori cantierati
|
23.634
|
31,7%
|
29.460
|
39,5%
|
40.616
|
54,5%
|
48.376
|
64,9%
|
50.232
|
67,4%
|
|
lavori ultimati
|
2.790
|
3,7%
|
3.638
|
4,9%
|
8.134
|
10,9%
|
10.427
|
14,0%
|
18.041
|
24,2%
|
|
Totale
|
74.494
|
100,0%
|
74.494
|
100,0%
|
74.494
|
100,0%
|
74.494
|
100,0%
|
74.494
|
100,0%
|
Elenco di rilievo “opere strategiche” consegnate
|
Tratta AV/AC Torino-Novara
|
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Tratta AV/AC Roma-Napoli
|
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Quadruplicamento Padova-Mestre
|
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Prolungamento della linea metropolitana M1 di Milano
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Quarta corsia Modena-Bologna
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Completamento Autostrada Messina–Palermo
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Interconnessione dei sistemi idrici Tirso e Flumendosa-Campidano
- 1° e 2° lotto
|
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Elettrodotto a 380 kv in semplice terna
"Turbigo - Bovisio":
tratto Turbigo – Rho
|
|
Elettrodotto a 380 Kv “S.Fiorano
(I) – Robbia (Ch)” in doppia terna di interconnessione Italia – Svizzera;
|
|
Elettrodotto a 380 kv Matera-Santa
Sofia variante nei comuni di Rampolla, Melfi, Rionero
in Vulture (Potenza),
|
|
Allacciamento al Porto di Olbia - Ripristino
tessuto urbano e riqualificazione aree lungomare interessate dalla
costruzione dell'asse di scorrimento in galleria per il collegamento del
porto di Olbia
|
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Terza corsia nel Quadrante Nord-Ovest del GRA di Roma
|
|
Consolidamento dei costoni e dei versanti della Collina dei Camaldoli - lato Soccavo
|
|
Tratta AV/AC Milano-Bologna
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A4/A27 - Passante
di Mestre
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TABELLA RAFFRONTO RISORSE/BANDI (INDICE TRIENNALE)
(cifre
espresse in mld euro)
5) FOCUS INFRASTRUTTURE UE
La
debolezza infrastrutturale italiana rappresenta una criticità storica che,
negli ultimi 20 anni, nel confronto con i principali partner europei, è andata,
purtroppo, ulteriormente aggravandosi. Negli ultimi 10 anni la rete
autostradale italiana ha fatto registrare un incremento di appena il 4,8%,
notevolmente al di sotto di Spagna + 19,1%, Francia + 32,7%, Portogallo + 142,
2%. Da sottolineare inoltre, come Paesi come la Francia, il Regno Unito, la Germania, il Belgio e
l’Olanda che nel 1985 distaccavano l’Italia sul fronte della dotazione di
infrastrutture in rapporto al PIL, nel 2005, 2006 e 2007 hanno ulteriormente
allungato il passo, ma ciò che è ancor più grave, nazioni che 20 anni fa
conseguivano risultati peggiori dei nostri, sono, oggi, davanti a noi, o in
fase di imminente sorpasso. Esemplare a questo proposito la performance della
Spagna.
|
PAESI
|
TRASPORTI
|
|
1985
|
1999
|
2007
|
|
Lussemburgo
Olanda
Belgio
Germania
Regno
Unito
Francia
Italia
Danimarca
Spagna
Portogallo
CEE
|
268,1
244,7
203,6
163,1
152
119
105,1
80,5
71,1
47,1
100
|
273
260
224,7
226
210
187
109,6
107
94,7
51,8
100
|
290
282
240,2
261
245,3
202
120
119
131
68
100
|
I
traffici, soprattutto su strada, tendono a crescere, in termini di tonn-km, e
più ancora in termini di veicoli-km, molto più dei volumi complessivi di
movimentazione delle merci e dello stesso PIL.
La
crescita dei veicoli-km sia per il trasporto delle merci che per il trasporto
viaggiatori, soprattutto con autovettura privata, incontra sempre più fattori
di ostacolo per effetto della congestione data soprattutto dalla scarsa
connettività delle reti e delle scarse accessibilità dei territori, con un
forte appesantimento dei nodi autostradali.
Nella
UE la produzione industriale vale 4.648 mld. € ed i costi di
trasporto/logistica pesano per il 16%. In Italia la produzione industriale vale
904 mld € ed i costi di trasporto e logistica ammontano a 198 mld €, pesando
per circa il 20%.La tassazione sui
veicoli ha raggiunto in Italia il valore di 70 mld €, di cui 25 mld €
circa a carico dell’autotrasporto. In rapporto al PIL è il prelievo più alto in
assoluto in Europa:
-
Italia
6%
-
Gran
Bretagna
4%
-
Francia e
Germania 3,7%
-
Spagna
3,2%
Sul piano dello sviluppo reale dei servizi per quanto
riguarda il trasporto di merci su strada, il costo-km in Italia è più alto in
assoluto rispetto agli altri paesi Europei, mentre il costo orario è più
allineato.
Infatti
per percorrere 100.000 km-anno occorrono mediamente 2.000 ore in Italia, contro
le 1.818 di Francia e Germania.